(AGENPARL) - Roma, 13 Novembre 2023 - (AGENPARL) – lun 13 novembre 2023 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Varese
COMUNICATO STAMPA
13/11/2023
GDF VARESE: ARRESTATO GIOVANE IMPORTATORE DI HASHISH.
A CASA 4 CELLULARI, 12.000 EURO IN CONTANTI E 2 KG DI DROGA “PIAZZATA” SU
GRUPPO DI ACQUISTO IN UN CANALE SOCIAL
È stato arrestato nei giorni scorsi un cittadino italiano a seguito di un’operazione condotta dai Finanzieri del
Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Varese per aver importato un chilo netto di Hashish.
La spedizione, arrivata alla Cargo City dell’aeroporto di Malpensa proveniente dalla Spagna, è stata intercettata
dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Malpensa che, impegnate ad analizzare le migliaia di merci transitanti ogni
giorno, sulla base di accurate procedure di selezione basate su indici di rischio economico-finanziario hanno
individuato la sostanza stupefacente.
Con l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria di Busto Arsizio, i Finanzieri hanno dato esecuzione alle
“operazioni speciali” finalizzate di acquisire ulteriori prove ed elementi di fatto utili a individuare i responsabili
del traffico di droga, individuando il reale destinatario della spedizione. L’intervento in flagranza di reato,
avvenuto a Sesto San Giovanni (MI), ha consentito alla polizia economico-finanziaria di sequestrare la
spedizione contenente più di un chilo di Hashish suddiviso in panetti e di arrestarne l’importatore.
Si tratta della massima espressione di proiezione investigativa, che permette alle Fiamme Gialle di Malpensa di
condurre indagini ed eseguire, in flagranza, fermi, arresti e sequestri anche oltre il sedime aeroportuale.
Durante l’operazione, i Finanzieri hanno perquisito l’abitazione dell’arrestato ed hanno rinvenuto altro Hashish
per un totale di due chili di stupefacente sequestrato, materiale per il confezionamento (una sigillatrice
sottovuoto, sacchetti per il confezionamento sottovuoto, sacchi e confezioni in cartone relativi a spedizioni
tramite corriere), un bilancino di precisione, quattro telefoni cellulari attivi e 12.000 euro in contanti.
Dai primi accertamenti è emerso che la grossa disponibilità economica, incompatibile con la condizione di
disoccupato per aver rifiutato un’opportunità di lavoro lecito che gli era stata offerta, ma meno remunerativa e
più faticosa del traffico dallo stesso gestito, derivava da un’attività di spaccio abituale e connotata da aspetti di
professionalità avuto riguardo al quantitativo, al confezionamento, al luogo ed alle circostanze della detenzione.
Pertanto, l’indagato è stato portato in carcere, non essendo la propria abitazione un luogo idoneo all’esecuzione
di arresti domiciliari, a disposizione dell’AG di Monza che ne ha convalidato l’arresto e l’ha sottoposto ad
interrogatorio di garanzia, dopo aver validato il sequestro dello stupefacente, del contante e degli altri beni
personali rinvenuti.
L’arrestato avrebbe abitualmente acquistato la sostanza stupefacente dall’estero prevalentemente da Paesi della
penisola Iberica per poi riconfezionarla minuziosamente e spedirla ai suoi “clienti” con veri e propri servizi di
“Home Delivery”.
Il consumatore gli ordinava le dosi attraverso sul suo account attivato dall’indagato in una nota piattaforma
social network, le pagava e forniva il proprio indirizzo di ricezione dello stupefacente e in cambio l’arrestato
curava tutti i dettagli della consegna affinché il recapito andasse a buon fine, ricevendo anche le “recensioni” per
qualità della merce e del servizio (fra le tante, “fratello sto hash veramente top, sapore pulito e dolce e high
consistente”). Da quanto emerso dai primi accertamenti, inoltre, il soggetto si serviva di almeno quattro identità
differenti per poter svolgere in incognito la sua attività illecita ed usava anche un cellulare abbinato al
nominativo della propria madre.
Tale operazione di costante attività di controllo economico-finanziario del territorio effettuato dalla Guardia di
Finanza, dimostra come il Corpo abbia un ruolo fondamentale nel contrasto ad ogni forma di traffico illecito,
incluso quello internazionale di droga, avendo impedito la distribuzione di circa due chili di droga, dalla quale si
sarebbero potute ricavare almeno 5.000 dosi, per un profitto illecito stimato di almeno 50.000 euro.
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