(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – sab 28 ottobre 2023 Cestari: Transizione energetica, economia circolare e adattamento ai
cambiamenti climatici sono i pilastri su cui si fondano le sfide e le
azioni per rilanciare l’economia nel Mezzogiorno
Il Rapporto Sud di Utilitalia e Svimez, che valuta gli impatti economici e
occupazionali del settore delle utility (ambientale, idrico ed energetico)
nelle regioni del Mezzogiorno, conferma che la strategia individuata con il
nostro Progetto “Sud Polo Magnetico” è lo strumento che può dare una svolta
allo sviluppo del Sud e all’occupazione. Così l’ingegnere Alfredo Carmine
Cestari, amministratore delegato del Gruppo Cestari e presidente della
Camera di Commercio “ItalAfrica Centrale sottolineando che la dimensione
economica delle utility meridionali è quantificabile nel 2,1% del PIL del
Mezzogiorno; queste imprese contribuiscono all’attivazione di 10 miliardi
di euro di valore aggiunto creando 340.000 unità di lavoro a tempo pieno
nel sistema economico italiano. Se consideriamo l’intera filiera strategica
“energia e ambiente” e dunque il cosiddetto “indotto”, però, i numeri
aumentano: si tratta di 20.000 imprese che realizzano un valore aggiunto
totale di 17 miliardi di euro (il 4,2% del PIL dell’area) e un’incidenza
pari al 4,9% sull’occupazione totale dell’area. Transizione energetica,
economia circolare e adattamento ai cambiamenti climatici*:* sono questi i
pilastri su cui si fondano le sfide e le azioni per rilanciare l’economia
nel Mezzogiorno. Come abbiamo sostenuto nel recente incontro a Sala
Consilina – aggiunge Cestati – per la promozione delle energie rinnovabili
il ruolo delle “comunità energetiche”, con il protagonismo di cittadini e
Comuni ed enti pubblici che condividono una stessa fonte di energia
rinnovabile, quali impianti fotovoltaici o eolici. La creazione di comunità
energetiche comporta numerosi vantaggi che vanno dall’aspetto economico
fino alla qualità dell’ambiente e il Gruppo Cestari si propone come tramite
per reperire i fondi, fornire assistenza nella progettazione, accedere ai
meccanismi di incentivazione e creare delle collaborazioni con
multinazionali attive nel mondo delle tecnologie. Ma il rapporto Sud
sottolinea ancora una volta le storiche criticità che caratterizzano il
Mezzogiorno in tema di servizi a rete. Nel settore idrico, per esempio, il
Sud sconta un ritardo infrastrutturale rispetto al resto del Paese dovuto
soprattutto ad una rete idrica vetusta, mentre nella gestione dei rifiuti
si registra una mancanza di impianti strategici per il riciclo e il
trattamento dei rifiuti. La gestione dei servizi nelle regioni meridionali
è spesso affidata agli enti locali, le cosiddette “gestioni in economia”
(al Sud sono 7,7 i milioni di cittadini serviti dagli enti locali) che
hanno una scarsa capacità di investimento rispetto alle gestioni
industriali (8 € per abitante, contro 56 euro per abitante nel 2021). Per
superare alcune di queste criticità, incentivare l’aggregazione e il
partenariato tra soggetti industriali è una strategia chiave per
massimizzare i vantaggi delle economie di scala e condividere conoscenze
specialistiche. Continuiamo a credere – conclude Cestari – che l’effetto
PNRR è fondamentale al Sud per un’economia decarbonizzata. Ridurre il gap
infrastrutturale del Mezzogiorno è pertanto indispensabile per consentire
di raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica.
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