(AGENPARL) - Roma, 11 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mer 11 ottobre 2023 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Trento
COMUNICATO STAMPA
11/10/2023
GDF TRENTO: CONTRASTO AL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI SOSTANZE
STUPEFACENTI. MISURE CAUTELARI A CARICO DI 46 INDAGATI E SEQUESTRI PER
CIRCA 22 MILIONI DI EURO.
Nella mattinata odierna, Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento – coadiuvati da
personale dello S.C.I.C.O., dai Reparti territoriali del Corpo sul territorio nazionale, dalle unità A.T.P.I e cinofile
del Corpo, con il supporto di un elicottero della Sezione Aerea di Bolzano, insieme agli agenti della Polizia di
Stato della Questura di Bolzano – nell’ambito d’indagini delegate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di
Trento, hanno dato esecuzione, nelle province di Trento, Bolzano, Milano, Padova e Brescia, ad un’Ordinanza
che ha disposto l’applicazione della custodia cautelare personale nei confronti di 46 soggetti, di cui 35 in carcere
e 11 con obblighi di dimora, nonché il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 22 milioni di euro.
Le misure cautelari, a firma del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, su richiesta della
locale Procura Distrettuale della Repubblica, sono state emesse sulla base delle risultanze investigative emerse al
termine di un’articolata e complessa attività d’indagine, avviata nel corso del 2021, e condotta dalle Fiamme
Gialle del capoluogo trentino, in co-delega con la Questura di Bolzano.
Complessivamente, l’indagine vede il coinvolgimento di 46 soggetti, di cui 34 di nazionalità estera (Albania,
Tunisia, Iraq, Inghilterra e Francia), ritenuti a vario titolo, salvo il principio di presunzione di innocenza,
responsabili di aver partecipato o collaborato all’interno di 4 articolate associazioni per delinquere, di cui 2 a
carattere transazionale che, interconnesse tra loro, erano dedite al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina,
hashish, marjuana, eroina e crack), provenienti dall’Albania e dal Belgio e destinate quasi interamente al
territorio del Trentino Alto Adige, in violazione all’art. 74 del D.P.R. 309/1990.
Le investigazioni, specificamente svolte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia
di Finanza di Trento – e su un’organizzazione criminale stabilita in Alto Adige in co-delega alla Squadra Mobile
della Questura di Bolzano -, sotto la direzione della D.D.A. di Trento, traggono origine dal costante
monitoraggio del territorio, che portava i Finanzieri, nell’ aprile 2021, all’arresto, in flagranza di reato, di un
soggetto albanese dimorante nella piana rotaliana, per la detenzione di 100 g. di sostanza stupefacente del tipo
cocaina.
I successivi riscontri delle Fiamme Gialle conducevano ad individuare l’esistenza di un gruppo criminale,
composto da 6 soggetti, prevalentemente di origini albanese, al quale l’arrestato apparteneva, ed a ricostruirne
interamente l’operatività. Di fatti, la consorteria, previ accordi tra i connazionali dimoranti all’estero, attraverso
autovetture condotte da corrieri che attraversavano la rotta balcanica, faceva pervenire lo stupefacente nel
territorio trentino dall’Albania.
La continuità delle indagini consentiva di appurare la presenza nel territorio trentino ed Alto Atesino di ulteriori
3 gruppi criminali, anch’essi associati e interconnessi.
In particolare, la seconda associazione a delinquere, composta da 16 soggetti quasi tutti di origine albanese,
acquistava lo stupefacente da fornitori dimoranti in nord Europa, specialmente in Belgio, che arrivava sul
territorio nazionale tramite la rotta del Brennero, mediante l’impiego di almeno 2 autovetture per ogni viaggio.
Giunta in provincia di Trento, una delle due auto, c.d. balena, appositamente modificata con doppi fondi al fine
di occultarne gli ingenti quantitativi di droga che trasportava (circa 30 Kg. per tratta), sostava, per non destare
sospetti ed evitare controlli all’uscita dei caselli autostradali, presso alcune aree di servizio dell’A22.
Successivamente, il conducente della la seconda autovettura “staffetta”, procedeva a caricare l’auto,
occupandosi, infine, della consegna dello stupefacente ai pusher operanti le piazze di Rovereto, Mori e Trento.
Le ulteriori attività di servizio consentivano di individuare la presenza di due ulteriori gruppi criminali composti
rispettivamente da soggetti di etnia tunisina ed albanese, i quali si rifornivano dalle predette organizzazioni
criminali.
La prima di esse era dedita allo spaccio, anche di sostanza del tipo crack, prevalentemente nelle piazze di Trento
e della bassa Valsugana, mentre la seconda, su cui si sono concentrate le investigazioni della squadra Mobile di
Bolzano, operava prevalentemente nel capoluogo alto atesino.
Le indagini, effettuate anche tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno disvelato che gli indagati, i
cui vertici erano legati da forti vincoli di parentela, avvalendosi di una fitta rete di pusher e referenti territoriali,
che utilizzavano sistemi di comunicazione criptati, si avvalevano di diverse strutture immobiliari, quali
appartamenti privati (nei quali sono stati rinvenuti anche presse, bilancini e materiale per il confezionamento),
pertinenze, box auto ed attività commerciali, adibiti a nascondigli o basi logistiche per la conservazione, taglio,
confezionamento, occultamento e spaccio delle sostanze stupefacenti, nonché pe la custodia del denaro.
In particolare, un bar sito a Rovereto (attualmente cessato), un bar-tabacchi ubicato in Trento ed un locale per la
somministrazione di alimenti e bevande con sede in Bolzano, erano state destinati a luoghi di riferimento per lo
stoccaggio e per lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso delle investigazioni, sono stati effettuati numerosi riscontri operativi, anche attraverso l’impiego delle
unità cinofile del Corpo, che hanno consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, 15 soggetti in violazione
all’art. 73 del D.P.R. 309/1990 e di sequestrare oltre 23,7 Kg. di hashish, circa 20 Kg. di marjuana, 20,7 Kg. di
cocaina nonché denaro contante per oltre 220.000 Euro.
Le operazioni di servizio hanno permesso di ricostruire oltre 630 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, dai
quali è stato calcolato un consumo in fronde di circa 41 Kg di cocaina, 84 Kg di Marjuana, 34,5 di hashish, 6,2 di
Eroina e 115 g. di Crack.
Parallelamente, è emersa una consistente rapidità e frequenza delle operazioni di cessione nelle piazze trentine.
Di fatti, a mero titolo esemplificativo, uno dei soggetti tratti in arresto, appartenente ad una delle consorterie
sgomitate, riusciva ad effettuare una media di 100 cessioni di sostanze stupefacenti al mese.
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La ricostruzione dell’operatività criminale dei quattro gruppi investigati è stata effettuata anche dal punto di vista
economico-patrimoniale.
È emersa, infatti, una consistente disponibilità di denaro contante, rilevata dai numerosi pagamenti immediati
alla consegna della droga, nonché dai sequestri di rilevanti quantitativi di denaro.
Analizzando le quantità acquistate, i relativi prezzi, i tagli della sostanza pura (da 1 kg. di cocaina venivano
ricavati non meno di 3 Kg si sostanza da commercializzare), le dosi ricavabili per chilogrammo (pari a circa
5000 dosi per 1 Kg. di cocaina tagliata), il valore medio di cessione per dose al dettaglio, è stato quindi
quantificato il profitto illecito che le consorterie hanno ottenuto dal traffico internazionale di sostanze
stupefacenti. Su oltre 165 Kg. di droga ceduta, tale valore è stato determinato in circa 22 milioni di Euro.
Su disposizione dell’A.G., tali illeciti profitti sono stati quindi oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla
confisca per equivalente.
L’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria – avvenuta nelle province di Trento, Bolzano, Milano,
Padova e Brescia con l’impiego di circa 150 operanti tra militari e agenti – oltre a garantire l’applicazione delle
misure cautelari personali, ha consentito di sottoporre a sequestro saldi attivi dei conti correnti, 28 beni immobili
e 2 attività commerciali, quali un locale di somministrazione di alimenti e bevande di Bolzano ed un bar tabacchi
di Trento.
Gli esiti dell’odierna indagine testimoniano, ancora una volta, l’efficacia delle sinergie investigative poste in
essere dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia di Stato e dalla Procura della Repubblica di Trento, a contrasto dei
più insidiosi e complessi fenomeni di traffico illecito di stupefacenti e in generale alla repressione dei traffici
illeciti, a tutela della legalità e della salute dei cittadini.
In osservanza delle disposizioni del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 188, si rappresenta che, per il
principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla
vicenda, sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Trento, in
ottemperanza alle disposizioni di cui al D. Lgs n. 188/2021
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