(AGENPARL) - Roma, 4 Agosto 2023 - (AGENPARL) – ven 04 agosto 2023 **Liste di attesa, visite e prestazioni in tempi più rapidi. Bilancio sui
primi sei mesi del 2023**
/Scritto da Walter Fortini, venerdì 4 agosto 2023 alle 16:44/
Anche nel 2023 le richieste di visite e prestazioni diagnostico
ambulatoriali sono cresciute in modo considerevole: rispetto al 2019, prima
della pandemia, e rispetto al 2022. Una crescita percentuale a due o tre
cifre, risonanze magnetiche e Tac in testa (già oltre 220 mila e 253 mila
dall’inizio dell’anno). Nonostante però l’aumento delle prescrizioni, il
sistema sanitario regionale è riuscito a migliorare la propria capacità
di risposta al cittadino sul rispetto dei tempi di attesa previsti a
seconda dei codici di priorità. Un trend in crescita, a guardare le
statistiche che misurano gli appuntamenti presi.
Dal 1 gennaio 2023 ad oggi il 98,9 per cento delle visite urgenti prenotate
sono state fatte entro i tre giorni successivi: il 98,6 per cento per
quanto riguarda la diagnostica. Sulle prestazioni brevi, quelle da
garantire entro dieci giorni, il valore registrato nella prima metà di
luglio è arrivato al 91,58 per cento per le visite e all’88,36 per cento
per la diagnostica. Erano rispettivamente il 79,55 per cento e il 71,79 per
cento a gennaio.
Il miglioramento sulla prestazioni differibili – ovvero visite da farsi
entro trenta giorni e diagnostica entro sessanta, secondo le indicazioni
nazionali – è meno accentuato, ma c’è. Si tratta delle prescrizioni più
numerose e l’asticella è arrivata a luglio all’83,70 per cento per le
visite e al 73,90 per la diagnostica. Centrano invece il 92 per cento e
84,4 per cento le prestazioni programmabili, da garantire entro centoventi
giorni.
I numeri sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa
dal direttore della direzione sanità della Regione Federico Gelli. In sala
anche i manager per il governo delle liste di attesa delle aziende
sanitarie toscane.
“Registriamo un’inversione di tendenza ed è un dato importante, frutto
delle varie azioni messe in campo dall’inizio dell’anno” spiega il
presidente della Toscana, Eugenio Giani.
“E’ stato il nostro principale impegno – commenta -. Abbattere le liste
di attesa e restringere i tempi, soprattutto nei casi urgenti, l’obiettivo
è fondamentale per garantire efficienza e qualità del servizio sanitario
pubblico, che gli indicatori ci riconoscono, sui Lea (i livelli essenziali
di assistenza) siamo la seconda regione in Italia, ma che a volte non viene
percepita”
Tra le misure dispiegate c’è a anche l’utilizzo della spesa in deroga
concessa dal governo: 23 milioni di euro per la Toscana, di cui già sono
stati utilizzati (da aprile a giugno 2023) nove milioni e mezzo e che entro
l’autunno saranno impiegati nella loro interezza. Con queste risorse sono
stati recuperati 3.588 interventi chirurgici e 84.863 prestazioni
ambulatoriali.
“Per agire in modo più robusto ci sarebbe bisogno di più risorse e di
più assunzioni – spiega l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini
– Quello delle liste di attesa è un problema di portata storica che
accompagna i sistemi pubblici universalistici che vogliono garantire
equità di accesso. Detto questo noi avevamo preso un serie di impegni alla
fine dell’anno scorso. Li abbiamo tradotti in delibere e in azioni di
riorganizzazione ed innovazione tra marzo e e giugno”. Altri interventi –
sui Cup (ma anche sull’accesso alle agende da parte del privato
convenzionato -, seguiranno a settembre. “Ma già oggi – conclude –
possiamo dire di intravedere segnali positivi, pur con la cautela e la
prudenza che occorre usare quando si parla di temi e situazioni come
questi, che riguardano migliaia e migliaia di prestazioni da garantire ai
cittadini ogni giorno”.
E’ l’assessore a riepilogare le azioni messe n campo in questi mesi: alert
per superare il fenomeno delle liste chiuse, gestione delle preliste,
rapporto corretto tra libera professione ed attività istituzionale,
impiego di risorse aggiuntive ma anche una nuova governance, con la
creazione di un gruppo regionale formato da manager per il governo delle
liste, linee guida più definite sul governo della domanda e l’offerta
delle prestazioni, distinzione tra agende di primo accesso e di accesso
successivo.
“Vediamo – prosegue Bezzini – che c’è anche un miglioramento della presa
in carico dei pazienti e delle relazioni tra medici di base e
specialisti”. Lo si misura dal trend in discesa delle prime visite sul
totale delle visite prescritte e delle prescrizioni di medici specialisti
sul totale delle prescrizioni di controllo dall’inizio dell’anno. Dal 72,4
per cento che erano nel 2019 sono passate al 91,39 per cento. Per alcune
aree sono raddoppiate o più che raddoppiate. Si tratta di un elemento
importante: lo specialista ad agende riservate per i controlli successivi e
questo, oltre a garantire prestazioni nei tempi utili e necessari giudicati
dal professionista, alleggerisce le agende pubbliche delle prime visite a
cui accedono i medici di medicina generale e i cittadini attraverso il Cup.
Per approfondire:
Sfoglia le slides della conferenza stampa, clicca qui
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