(AGENPARL) - Roma, 12 Luglio 2022 - (AGENPARL) – mar 12 luglio 2022 Agnoletti (Unesco), “L’acqua non mancherà, ma sarà più salata”
“Il 70% dell’acqua dolce utilizzata per l’agricoltura intensiva, mentre le coltivazioni tradizionali da secoli funzionano senza irrigazione. Sviluppare una rete di dissalatori lungo le coste”
Mercoledì 13 luglio al Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali la firma per la costituzione dell’Associazione Paesaggi Rurali di Interesse Storico
Roma, 12 luglio 2022 – “La siccità resterà all’ordine del giorno per anni, soprattutto nelle regioni del mondo che non sono abituate a questo problema. Ma nel mondo l’acqua non manca. Esistono poi da secoli colture agricole che funzionano senza irrigazione. E’ quanto dichiara Mauro Agnoletti, professore dell’Università di Firenze e titolare della cattedra Unesco in Agricultural Heritage appena istituita, alla vigilia della nascita dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico. La firma che darà via all’iter per la costituzione ufficiale è in programma mercoledì 13 luglio alle ore 11 presso il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali (via XX Settembre 20, Sala Cavour).
All’atto prenderanno parte il Direttore Generale Giuseppe Ambrosio; i delegati del Comitato Promotore in rappresentanza delle tre macro-aree geografiche nord, centro e sud/isole Chiara Zanoni, dei Paesaggi degli Alti Pascoli della Lessinia e delle Colline Terrazzate della Valpollicella, Roberta Casini, Sindaco del Comune di Lucignano (AR), del Paesaggio storico della Bonifica Leopoldina in Valdichiana e Patrizia Lusi, Commissario straordinario ASP Zaccagnino, del Paesaggio agrario di olivastri storici del Feudo di Belvedere, in Puglia; il Prof. Tiziano Tempesta, Membro del Comitato Scientifico del Programma FAO GIAHS, oltre al Prof. Mauro Agnoletti.
“Nel mondo non manca l’acqua. Dai dati prodotti da diverse fonti – dichiara Agnoletti – si evince che circa il 95% è negli oceani e solo il 2,5% è acqua dolce. Secondo lo US geological survey, il 79% dell’acqua dolce è nei ghiacciai e il 20% è confinato nel sottosuolo. Del rimanente 1% il 20,9% è nei laghi e solo lo 0,49% nei fiumi. E’ da queste due limitatissime fonti che ricaviamo l’acqua dolce che usiamo. Il 70% viene utilizzata per l’agricoltura (irrighiamo di tutto: vigneti, oliveti, frutteti, non solo il granoturco), mentre il 22% serve all’industria e l’8% per i consumi domestici”.
“In Italia e nel mondo – sottolinea il professore – abbiamo sistemi agricoli che funzionano senza irrigazione e agricolture che impiegano grandi quantità di acqua per massimizzare le produzioni unitarie. Da qui la crisi, che in Italia accade infatti soprattutto nelle aree del paese dove l’agricoltura impiega molta acqua. Guardando al futuro, considerando che siamo una penisola bagnata per tre lati dal mare, un progetto utile al paese, diremmo perfetto per un PNRR, sarebbe quello di costruire una rete di dissalatori lungo le coste, per alimentare le aree interne, le distanze da percorrere non sono come quelle degli oleodotti e dei gasdotti con cui importiamo gas dai paesi dell’est Europa. Avremmo tutta l’acqua che ci serve – conclude Agnoletti – anche se certo non agli stessi prezzi a cui siamo abituati a pagarla”.
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