(AGENPARL) - Roma, 13 Ottobre 2026 - Dall'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all'assemblea di Assolombarda emerge una contraddizione evidente: quando si tratta di rivendicare risultati e meriti, il Governo è sempre in prima fila; quando invece si tratta di spiegare ciò che non funziona, le responsabilità vengono attribuite all'Europa. Ma la realtà è ben diversa, e il caso più evidente è proprio quello dell'energia, uno dei principali fattori che penalizzano la competitività del nostro sistema produttivo. Dopo quasi quattro anni di Governo, le imprese italiane continuano a pagare prezzi dell'elettricità tra i più elevati d'Europa, senza che siano state affrontate le cause strutturali di questo divario. Non è stata realizzata una riforma efficace del mercato elettrico, non si è intervenuti in modo organico sugli oneri che gravano sulle bollette e non si è costruita una strategia adeguata per ridurre la dipendenza dal gas e accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, nelle reti e negli accumuli.
Mentre Meloni continua a indicare Bruxelles come responsabile dei problemi, l'Europa ha aperto alla possibilità di utilizzare una flessibilità di bilancio fino allo 0,6% del PIL per interventi sulla sicurezza energetica. Il Partito Democratico non si è limitato alle critiche: la nostra segretaria Elly Schlein ha presentato cinque proposte concrete per utilizzare queste risorse, dal potenziamento del Conto Termico alla riqualificazione energetica delle case popolari, fino agli investimenti per rendere il sistema più efficiente, sostenibile e meno dipendente dalle fonti fossili. Noi abbiamo messo sul tavolo un piano e siamo disponibili al confronto, ma dal Governo non è ancora arrivata una risposta chiara. Le imprese non hanno bisogno di autocelebrazioni o propaganda, ma di scelte industriali e di certezze per ridurre stabilmente i costi. Meloni dia risposte, invece di cercare alibi.
Roma, 12 ottobre 2026