(AGENPARL) - Roma, 13 Ottobre 2026 - Una nuova inchiesta giornalistica internazionale ha acceso i riflettori sulla gestione del patrimonio offshore di Roman Abramovich e sul ruolo svolto da Deloitte Cipro nella strutturazione e rendicontazione di alcune società riconducibili all’oligarca russo.
Secondo quanto riportato da una collaborazione investigativa tra BBC, Bureau of Investigative Journalism, Guardian e OCCRP, sarebbero emersi oltre 1.000 documenti aziendali retrodatati, relativi a più di 100 società nel periodo compreso tra il 1999 e il 2013.
L’inchiesta sostiene che alcuni di questi documenti sarebbero stati utilizzati per rappresentare in modo diverso la proprietà di asset per miliardi di dollari e per ridurre o evitare obblighi fiscali e di trasparenza.
Il caso Electus Investments
Uno degli episodi principali riguarda Electus Investments.
Secondo l’inchiesta, documenti retrodatati avrebbero fatto apparire oltre 10 miliardi di dollari di attività detenute da una società cipriota come appartenenti invece a un’entità con lo stesso nome registrata nelle Isole Vergini britanniche.
Questa ricostruzione avrebbe avuto l’effetto di sottrarre tali partecipazioni agli obblighi di divulgazione previsti per la società cipriota.
Si tratta, tuttavia, di una contestazione giornalistica basata sui documenti esaminati dagli investigatori e non di una conclusione giudiziaria riportata nel materiale disponibile.
Immobili, yacht e jet per 672 milioni di dollari
Un secondo filone riguarda Amiscan Investments, altra società collegata ad Abramovich.
Secondo l’indagine, alcuni bilanci approvati da Deloitte avrebbero omesso circa 672 milioni di dollari in beni di lusso, tra cui proprietà immobiliari, superyacht e jet privati.
Anche in questo caso, il punto centrale dell’inchiesta riguarda la corrispondenza tra la reale titolarità economica degli asset e quanto risultava formalmente dalla documentazione societaria.
Il caso Kravin Investments
Gli investigatori hanno inoltre esaminato la posizione di Kravin Investments, società che avrebbe detenuto circa 2 miliardi di dollari.
Secondo l’inchiesta, documenti retrodatati avrebbero fatto apparire tali fondi come appartenenti a un’altra società offshore.
Questo meccanismo avrebbe potuto consentire di ridurre in modo significativo il carico fiscale sugli interessi generati dagli asset.
L’inchiesta parla quindi di un possibile schema di evasione fiscale per milioni di dollari, ma anche su questo punto le accuse vengono contestate dai rappresentanti di Abramovich.
La posizione degli avvocati di Abramovich
Gli avvocati dell’ex proprietario del Chelsea hanno respinto le ricostruzioni investigative.
Secondo la loro posizione, Abramovich non avrebbe occultato beni, non avrebbe evaso il fisco e non avrebbe partecipato consapevolmente ad alcuna retrodatazione impropria.
La difesa sostiene inoltre che il miliardario si sarebbe affidato in buona fede a consulenti professionisti per la gestione delle proprie strutture societarie e patrimoniali.
La risposta di Deloitte Cipro
Deloitte Cipro ha dichiarato di operare nel rispetto delle leggi applicabili e ha spiegato di non poter commentare nel dettaglio corrispondenze e documenti risalenti a oltre vent’anni fa.
L’indagine, secondo quanto riportato, non avrebbe trovato prove di un coinvolgimento di altre entità Deloitte al di fuori di Cipro.
Questo elemento distingue quindi la posizione della struttura cipriota da quella della rete internazionale nel suo complesso.
Un patrimonio offshore sotto esame
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema delle strutture societarie offshore e del loro utilizzo da parte di individui con patrimoni molto elevati.
Società registrate in diverse giurisdizioni, trasferimenti di proprietà e documentazione societaria possono rendere complessa l’individuazione del beneficiario effettivo degli asset e la ricostruzione degli obblighi fiscali.
È proprio su questo terreno che si concentra l’inchiesta: stabilire se la documentazione fosse stata predisposta per rappresentare correttamente operazioni legittime o, come sostengono i giornalisti investigativi, per nascondere proprietà e ridurre artificialmente le imposte dovute.
Abramovich e le sanzioni britanniche
Roman Abramovich, ex proprietario del Chelsea Football Club, è stato sottoposto a sanzioni dal Regno Unito nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, per i suoi presunti legami con il presidente russo Vladimir Putin.
Le nuove rivelazioni riguardano però fatti e documenti in gran parte precedenti alle sanzioni e si concentrano soprattutto sulla gestione societaria e fiscale del suo patrimonio internazionale.
La vicenda potrebbe ora alimentare nuove verifiche regolatorie e fiscali, ma sulla base delle informazioni fornite non risultano ancora conclusioni giudiziarie definitive sulle accuse formulate dall’inchiesta.