(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - La Germania guida le resistenze europee contro uno status senza precedenti giuridici. Al vertice di Montreal si punterà su una cooperazione rafforzata, mentre sullo sfondo restano le tensioni con Donald Trump.
L’Unione Europea fa un passo indietro sulla proposta di concedere al Canada lo status di membro associato del blocco dei 27 Paesi. Secondo quanto riportato da Reuters, CBC News e Politico, il riferimento alla controversa formula sarebbe stato eliminato dalla dichiarazione congiunta prevista in occasione del 21° vertice Canada-UE, in programma a Montreal a partire da giovedì 29 ottobre, su iniziativa del primo ministro canadese Mark Carney.
La decisione, maturata dopo le perplessità espresse da diversi governi europei, non rappresenta tuttavia una rinuncia al rafforzamento dei rapporti tra Bruxelles e Ottawa. La nuova formulazione del documento prevede infatti un’associazione sempre più stretta tra le due parti, rinviando al vertice del 2027 la definizione degli strumenti concreti per sviluppare questa collaborazione.
Soltanto sei settimane fa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva avanzato l’idea di trasformare il Canada nel primo membro associato dell’Unione Europea, aprendo uno scenario politico e diplomatico senza precedenti.
L’annuncio aveva suscitato interesse, ma anche numerosi interrogativi. Nei trattati europei, infatti, non esiste una categoria giuridica che definisca lo status di membro associato. Restavano quindi da chiarire i diritti, gli obblighi, le eventuali implicazioni economiche e il ruolo istituzionale che Ottawa avrebbe potuto assumere.
A guidare le obiezioni è stata soprattutto la Germania, affiancata nelle discussioni anche da Francia, Italia e Grecia.
Secondo fonti diplomatiche citate dalla stampa internazionale, Berlino avrebbe insistito sulla necessità di definire prima i contenuti effettivi della futura partnership, evitando di adottare una denominazione priva di una precisa base legale.
La soluzione individuata prevede dunque di sostituire il riferimento all’adesione associata con una formulazione meno vincolante, capace di mantenere aperto il dialogo senza creare immediatamente nuove categorie istituzionali.
Il vertice rappresenta un appuntamento strategico per entrambe le parti.
Per il Canada, rafforzare i rapporti con l’Europa significa soprattutto diversificare le alleanze economiche e politiche, riducendo la forte dipendenza dagli Stati Uniti.
Il governo guidato da Mark Carney considera la collaborazione con Bruxelles una delle principali opportunità per ampliare gli scambi commerciali, consolidare la sicurezza economica e sviluppare nuovi partenariati internazionali.
La dichiarazione congiunta, secondo Reuters, comprende anche iniziative per migliorare i collegamenti digitali attraverso nuove infrastrutture sottomarine, valutare le possibilità di esportazione del gas naturale liquefatto canadese verso l’Europa e favorire opportunità lavorative per i giovani sulle due sponde dell’Atlantico.
Il lavoro sulla futura architettura delle relazioni UE-Canada proseguirà fino al prossimo vertice, previsto nel 2027.
A complicare ulteriormente il quadro diplomatico è la posizione del presidente statunitense Donald Trump, che aveva già criticato duramente l’ipotesi di un ingresso del Canada nell’orbita istituzionale europea.
Trump aveva definito la proposta europea «ridicola», avvertendo che Washington avrebbe potuto considerarla un atto ostile.
Il presidente americano aveva inoltre prospettato possibili conseguenze sui rapporti commerciali con l’Europa, arrivando a ipotizzare limitazioni degli scambi qualora l’iniziativa fosse stata interpretata come una mossa contraria agli interessi degli Stati Uniti.
Le dichiarazioni si inseriscono in una fase particolarmente delicata delle relazioni tra Washington e Ottawa, già segnate dalle controversie sui dazi commerciali imposti dall’amministrazione americana.
Per Carney, un maggiore avvicinamento all’Unione Europea costituisce quindi una scelta strategica, ma anche un delicato esercizio diplomatico, considerata l’importanza del mercato statunitense per l’economia canadese.
Il passo indietro europeo sembra dunque riguardare soprattutto la forma giuridica della proposta, più che la volontà politica di rafforzare la partnership con il Canada.
Bruxelles e Ottawa continuano a condividere l’obiettivo di intensificare la cooperazione economica, commerciale e strategica, ma i governi europei intendono evitare impegni istituzionali non ancora definiti.
La rimozione del riferimento al membro associato dalla dichiarazione del vertice segnala anche la complessità di raggiungere un consenso tra i 27 Paesi dell’Unione su nuove forme di integrazione.
La prospettiva di uno status speciale per il Canada non appare quindi definitivamente archiviata, ma resta sospesa in attesa di una definizione politica e giuridica condivisa.
Il vertice di Montreal potrebbe così segnare non l’inizio di un’adesione associata, bensì l’apertura di un nuovo percorso negoziale destinato a ridefinire le relazioni tra Europa e Canada.
Per il momento, l’Unione Europea sceglie la prudenza: più cooperazione con Ottawa, ma nessun nuovo status di adesione.
