(AGENPARL) - Roma, 24 Ottobre 2026 - Secondo The Atlantic, John Ratcliffe non cercherebbe di dissuadere il presidente americano qualora decidesse di interrompere la condivisione delle informazioni con Kyiv. La collaborazione tra i servizi dei due Paesi prosegue, mentre emergono nuove tensioni sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe e sulle difficoltà riscontrate nei sistemi di allerta contro i missili
Gli Stati Uniti continuano a fornire informazioni di intelligence all’Ucraina, ma la possibilità di una nuova sospensione della collaborazione resta al centro delle tensioni tra Washington e Kyiv. Secondo un’inchiesta pubblicata il 23 ottobre da The Atlantic, il direttore della CIA John Ratcliffe non cercherebbe di convincere Donald Trump a cambiare idea qualora il presidente decidesse di interrompere il sostegno informativo americano. La valutazione è attribuita a persone che hanno lavorato con Ratcliffe e conoscono il suo modo di interpretare il ruolo di direttore dell’agenzia. Non si tratta quindi di una dichiarazione pubblica del responsabile della CIA, né della conferma che la Casa Bianca abbia già disposto una nuova sospensione.
L’inchiesta, firmata dal giornalista Shane Harris e ripresa il 24 ottobre da Ukrainska Pravda, descrive una situazione nella quale le tensioni politiche tra le amministrazioni americana e ucraina non hanno interrotto la collaborazione operativa tra i rispettivi servizi di intelligence. La CIA continua a svolgere un ruolo importante nell’assistenza a Kyiv, fornendo informazioni utilizzate dalle forze ucraine e contribuendo ai sistemi di allerta contro gli attacchi russi. Il possibile cambiamento dipenderebbe da una decisione di Trump, mentre Ratcliffe, secondo gli interlocutori del settimanale, si limiterebbe a illustrare al presidente le conseguenze delle diverse opzioni senza cercare di orientarne direttamente la scelta politica.
Le difficoltà nei sistemi di allerta durante gli attacchi russi
Uno degli aspetti più delicati della ricostruzione riguarda le difficoltà registrate in Ucraina durante gli attacchi missilistici russi della settimana precedente. The Atlantic, citando persone a conoscenza della situazione, riferisce di segnalazioni relative a interruzioni della rete satellitare Starlink e dei sistemi americani di allerta precoce. Questi problemi avrebbero impedito alle forze ucraine di ricevere tempestivamente informazioni su alcuni missili in arrivo, limitandone la capacità di intercettazione. Il giornale non presenta tuttavia le interruzioni come la conseguenza accertata di una decisione deliberata degli Stati Uniti.
Un funzionario dell’intelligence ucraina interpellato dal settimanale ha attribuito agli americani la responsabilità delle difficoltà, ma l’inchiesta segnala anche elementi che indicano possibili malfunzionamenti tecnici. Le cause degli episodi non risultano quindi chiarite. La distinzione è importante perché le segnalazioni di problemi operativi non costituiscono, da sole, una prova dell’interruzione volontaria della condivisione delle informazioni da parte di Washington.
La questione era già emersa nei giorni precedenti. Il 14 ottobre il Washington Post aveva riferito delle preoccupazioni ucraine riguardanti l’accesso all’intelligence americana e ai servizi satellitari utilizzati anche nelle operazioni militari. Nello stesso periodo, il presidente Volodymyr Zelensky aveva denunciato la mancanza di un avvertimento preventivo da parte dei partner internazionali in occasione di un attacco missilistico russo contro Kyiv. Le dichiarazioni avevano sollevato interrogativi sull’effettiva disponibilità delle informazioni di allerta, senza chiarire se le difficoltà fossero riconducibili a problemi tecnici oppure a limitazioni nella cooperazione.
A confermare che la collaborazione non era stata ufficialmente interrotta era stato anche Trump. In dichiarazioni riportate da NPR il 14 ottobre, il presidente americano aveva affermato che gli Stati Uniti stavano ancora aiutando l’Ucraina e continuavano a condividere informazioni di intelligence, ribadendo contemporaneamente l’intenzione di lavorare con entrambe le parti per porre fine alla guerra. Anche The Atlantic, nella sua inchiesta del 23 ottobre, precisa che il flusso informativo americano non risultava formalmente sospeso.
Le pressioni di Washington sugli attacchi alle raffinerie russe
Le tensioni sulla condivisione dell’intelligence sono collegate anche agli attacchi condotti dall’Ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe. Secondo quanto riferito dal Washington Post, l’amministrazione Trump avrebbe avvertito Kyiv della possibilità di interrompere il sostegno informativo qualora le forze ucraine continuassero a colpire le raffinerie e altri impianti energetici sul territorio russo. La questione è stata affrontata direttamente anche da Zelensky, che in un’intervista a NPR ha confermato di aver ricevuto avvertimenti sulla possibile sospensione della collaborazione.
Il presidente ucraino ha spiegato che gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e logistiche russe hanno l’obiettivo di ridurre le capacità di Mosca di sostenere la guerra. Nell’intervista ha inoltre contestato la posizione di Trump secondo cui le operazioni ucraine contro le raffinerie contribuirebbero all’aumento dei prezzi dei carburanti. Zelensky ha collegato il rincaro dell’energia soprattutto alla guerra in Iran e ha sostenuto che la decisione americana di allentare temporaneamente alcune restrizioni sul diesel russo non avrebbe prodotto benefici significativi per i consumatori statunitensi.
Il confronto riguarda anche la possibilità di interrompere reciprocamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Zelensky ha dichiarato a NPR che l’Ucraina non intende rinunciare unilateralmente a colpire gli obiettivi russi mentre Mosca continua ad attaccare gli impianti energetici ucraini. Il presidente ha quindi collegato un eventuale cambiamento delle operazioni militari di Kyiv alla cessazione degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche del proprio Paese.
The Atlantic inserisce queste divergenze nel quadro dei rapporti difficili tra Trump e Zelensky. Secondo il settimanale, il presidente americano vorrebbe porre fine agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, mentre le strutture di intelligence statunitensi continuano a fornire informazioni utilizzate anche nelle operazioni militari ucraine. È proprio questa differenza tra orientamento politico della Casa Bianca e attività operativa dei servizi a occupare una parte centrale dell’inchiesta dedicata a Ratcliffe.
La CIA continua a collaborare con i servizi ucraini
Nonostante le tensioni politiche, la collaborazione tra la CIA e l’intelligence ucraina prosegue. The Atlantic riferisce che le informazioni fornite dagli Stati Uniti vengono utilizzate dalle forze armate ucraine anche per operazioni contro obiettivi situati in profondità nel territorio russo. Parallelamente, i satelliti americani contribuiscono all’individuazione anticipata di missili e droni diretti contro l’Ucraina, fornendo dati importanti per l’organizzazione della difesa.
Un alto ufficiale americano in pensione, che secondo il settimanale si reca frequentemente in Ucraina, ha indicato nella CIA la principale struttura statunitense impegnata sul terreno. Un funzionario dell’intelligence operante nell’area baltica, coinvolto nella cooperazione con gli americani contro l’influenza russa, ha inoltre descritto le attività dell’agenzia come più aggressive rispetto al periodo dell’amministrazione Biden. Si tratta di valutazioni raccolte dal giornale attraverso fonti del settore dell’intelligence, non di comunicazioni ufficiali della CIA.
La collaborazione tra i servizi americani e ucraini precede l’invasione russa su vasta scala del febbraio 2022. The Atlanticricorda che la CIA ha contribuito allo sviluppo dell’apparato di intelligence ucraino dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014. Questo rapporto pluriennale viene richiamato nell’inchiesta anche per spiegare la fiducia che alcuni funzionari ucraini continuano a riporre in Ratcliffe.
Un alto responsabile dell’intelligence ucraina, che lavora direttamente con la CIA, ha descritto positivamente la professionalità del personale americano presente nel Paese. Secondo quanto riferito dal settimanale, i funzionari di Kyiv ritengono inoltre che Ratcliffe conosca la situazione militare e sia in grado di fornire a Trump valutazioni accurate sull’andamento della guerra, anche quando queste non coincidono con le aspettative del presidente.
Ratcliffe e il rapporto con Trump: il ruolo del direttore della CIA
La posizione personale di John Ratcliffe è uno degli elementi principali dell’inchiesta di The Atlantic. Il direttore della CIA aveva già ricoperto l’incarico di direttore dell’intelligence nazionale durante il primo mandato presidenziale di Trump. Secondo oltre una dozzina di funzionari ed ex funzionari dei servizi americani ed europei intervistati dal settimanale, Ratcliffe considera la Russia una minaccia non soltanto per l’Ucraina, ma anche per gli Stati Uniti e i loro alleati.
Le testimonianze raccolte dal giornale descrivono però anche un dirigente che distingue il proprio compito di consulenza dalle responsabilità decisionali del presidente. Ratcliffe ritiene, secondo persone che hanno lavorato con lui, di dover fornire informazioni, analisi e valutazioni sulle possibili conseguenze delle scelte politiche, senza cercare di imporre una determinata linea alla Casa Bianca. È sulla base di questa impostazione che gli interlocutori di The Atlantic ritengono improbabile un suo intervento per dissuadere Trump qualora decidesse di sospendere nuovamente l’intelligence destinata all’Ucraina.
Il settimanale sottolinea che Ratcliffe mantiene un rapporto diretto con Trump e partecipa regolarmente alle discussioni sulle principali questioni di sicurezza nazionale. La sua vicinanza al presidente non viene però presentata come una garanzia della capacità di influenzarne ogni decisione. Secondo le fonti citate, il direttore può illustrare le conseguenze di un provvedimento, ma la scelta finale resta nelle mani della Casa Bianca.
Ratcliffe non ha concesso l’intervista richiesta da The Atlantic. Le valutazioni sul suo possibile comportamento in caso di sospensione dell’intelligence provengono quindi dalle testimonianze raccolte dal giornale e non da una conferma diretta del responsabile dell’agenzia.
Il precedente del 2025 e la sospensione temporanea dell’intelligence
La possibilità che Washington interrompa la condivisione delle informazioni con Kyiv ha un precedente concreto. Nel marzo 2025, dopo il confronto tra Trump e Zelensky alla Casa Bianca, l’amministrazione americana sospese temporaneamente il sostegno informativo all’Ucraina. La decisione venne successivamente revocata e la collaborazione riprese.
In quella circostanza Ratcliffe intervenne pubblicamente per spiegare la posizione del presidente americano. Come ricorda The Atlantic, il direttore della CIA aveva collegato la sospensione ai dubbi di Trump sulla disponibilità di Zelensky a partecipare al processo negoziale per porre fine alla guerra. Ratcliffe aveva inoltre previsto che l’interruzione sarebbe stata temporanea e che gli Stati Uniti avrebbero ripreso a lavorare con l’Ucraina.
Il precedente del 2025 viene richiamato dal settimanale per descrivere il rapporto tra Ratcliffe e le decisioni presidenziali. Il direttore aveva sostenuto pubblicamente la spiegazione fornita dall’amministrazione, pur riconoscendo l’importanza della collaborazione con Kyiv. Anche nell’attuale situazione, secondo le persone che hanno lavorato con lui, Ratcliffe non assumerebbe un ruolo di opposizione a un eventuale ordine di Trump.
La differenza fondamentale è che, mentre nel marzo 2025 la sospensione fu effettivamente disposta, nell’ottobre 2026 non risulta una nuova decisione ufficiale dello stesso tipo. Le minacce e gli avvertimenti riferiti dalle fonti giornalistiche devono quindi essere distinti dai provvedimenti concretamente adottati.
Il sostegno americano resta attivo, ma la decisione dipende dalla Casa Bianca
L’inchiesta di The Atlantic descrive una collaborazione tra servizi di intelligence che continua nonostante le divergenze tra le leadership politiche americana e ucraina. La CIA mantiene un ruolo nelle attività informative a sostegno di Kyiv, mentre Trump ha espresso contrarietà alla prosecuzione degli attacchi contro le raffinerie russe. Le segnalazioni di problemi nei sistemi di allerta e le dichiarazioni di Zelensky hanno contribuito a riportare al centro dell’attenzione la dipendenza ucraina dalle informazioni fornite dagli Stati Uniti.
Il punto principale riguarda tuttavia una decisione che, al momento della pubblicazione dell’inchiesta, non risulta adottata. Secondo le fonti raccolte dal settimanale, Ratcliffe non cercherebbe di convincere Trump a rinunciare a un eventuale ordine di sospensione, anche in presenza di dubbi all’interno della CIA. Questo non significa che il direttore abbia annunciato l’intenzione di interrompere la collaborazione, né che l’agenzia abbia già ricevuto istruzioni in tal senso.
Le dichiarazioni ufficiali di Trump riportate da NPR e le informazioni pubblicate da The Atlantic indicano che la condivisione dell’intelligence con l’Ucraina prosegue. Resta aperta la questione delle possibili decisioni future della Casa Bianca, mentre le pressioni americane sugli attacchi alle infrastrutture energetiche russe continuano a rappresentare un elemento di tensione nei rapporti con Kyiv.
Fonti: The Atlantic, Ukrainska Pravda, The Washington Post, NPR, Kyiv Post.
