(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - La decisione del Parlamento europeo di assegnare il Premio Sacharov 2026 alla Corte penale internazionale dell’Aja rappresenta, per l’eurodeputato altoatesino Herbert Dorfmann, un segnale importante sotto un duplice profilo. «La decisione odierna del Parlamento dimostra che l’Europa continua a sostenere l’impegno per la comprensione tra i popoli e che fa tutto il possibile affinché i crimini di guerra vengano perseguiti», afferma Dorfmann.
Dal 1988 il Parlamento europeo conferisce il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, intitolato al Premio Nobel per la pace Andrej Sacharov. Il premio va a personalità o istituzioni che si sono distinte nella difesa dei diritti umani e della libertà di espressione. Il Premio Sacharov di quest’anno va alla Corte penale internazionale (CPI) dell’Aja. La CPI è un tribunale indipendente che dal 2002 si occupa di accertare e perseguire crimini di guerra, genocidio e crimini contro l’umanità.
«Assegnare il Premio Sacharov 2026 alla CPI è una decisione assolutamente giusta e, per di più, estremamente importante», dichiara Herbert Dorfmann. L’eurodeputato ricorda che la CPI dà un contributo fondamentale alla comprensione tra i popoli, e questo vale anche per l’Europa. «Basti pensare che è stata la CPI a fare luce sui crimini commessi durante la guerra in Jugoslavia», prosegue l’eurodeputato altoatesino. Con il conferimento del Premio Sacharov alla CPI, l’Europa lancia un messaggio importante: «I crimini di guerra non vengono tollerati e i responsabili sono chiamati a risponderne», sottolinea Dorfmann.
La decisione presa oggi a Strasburgo è inoltre un segnale politico rivolto a tutti coloro che ostacolano il lavoro della CPI. Come esempio, Herbert Dorfmann cita l’amministrazione Trump, che da anni attacca la Corte pur non facendone parte. «Gli attacchi contro la CPI rientrano nella strategia dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Il suo obiettivo è minare tutte le organizzazioni multilaterali che si occupano della comprensione tra i popoli e alimentare il nazionalismo ovunque sia possibile», afferma l’eurodeputato. Come ulteriori esempi cita le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale del commercio. «Rientra nella sovranità degli Stati Uniti decidere se aderire o meno a un’organizzazione internazionale come la CPI. Attaccare la Corte dall’esterno e, come accaduto negli ultimi giorni, addirittura imporle sanzioni è però inaccettabile», sostiene Dorfmann.
Per questo, conclude Herbert Dorfmann, la decisione di assegnare quest’anno il Premio Sacharov alla CPI è «un segnale politico importante e forte: in Europa continuiamo a impegnarci per la comprensione tra i popoli e a fare tutto il possibile affinché i crimini contro l’umanità vengano perseguiti in tutto il mondo».