(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2026 - Dopo la riunione del Consiglio Nord Atlantico del 20 ottobre, l’Alleanza annuncia ulteriori aerei da pattugliamento, radar e droni. Mosca rivendica attacchi contro cinque mercantili nei porti e lungo le rotte ucraine. Un velivolo americano è già impegnato nella sorveglianza della regione.
La NATO rafforza la propria presenza nel Mar Nero dopo una nuova serie di attacchi contro il traffico commerciale. L’Alleanza ha annunciato l’invio di ulteriori aerei da pattugliamento marittimo, sistemi radar, droni e personale specializzato al termine della riunione del Consiglio Nord Atlantico, tenutasi il 20 ottobre a Bruxelles. Nella stessa giornata, le forze russe hanno dichiarato di aver colpito cinque navi mercantili nei pressi dei porti ucraini e lungo le rotte dirette a Odessa.
La decisione dell’Alleanza, riferita da Reuters, prevede un incremento delle capacità di sorveglianza, ricognizione e raccolta delle informazioni. Gli alleati hanno già inviato o si preparano a inviare anche personale d’intelligence e squadre incaricate dell’analisi tecnica degli esplosivi impiegati negli attacchi.
Il colonnello Martin O’Donnell, portavoce militare della NATO, ha spiegato che la priorità immediata consiste nel migliorare la conoscenza della situazione operativa nel Mar Nero attraverso un maggior numero di sensori e una più ampia condivisione dei dati tra gli alleati.
L’annuncio non equivale all’avvio di una missione di scorta militare alle navi commerciali. Le misure comunicate riguardano principalmente il monitoraggio delle attività marittime, l’individuazione delle minacce e il sostegno alle indagini sugli attacchi.
Cinque mercantili presi di mira il 20 ottobre
La nuova decisione NATO coincide con ulteriori operazioni militari contro il traffico marittimo collegato all’Ucraina.
Secondo quanto riportato il 20 ottobre dal Guardian, citando una comunicazione delle forze armate russe, Mosca ha dichiarato di aver colpito tre navi da carico nel porto ucraino di Reni, sul Danubio, e altre due imbarcazioni dirette verso Odessa.
Si tratta di cinque nuovi attacchi rivendicati dalla Russia, distinti dagli episodi verificatisi nei giorni precedenti nelle vicinanze delle coste rumene e bulgare.
La dichiarazione russa conferma che il traffico commerciale resta direttamente coinvolto nelle operazioni militari. Non sono tuttavia disponibili, nelle informazioni esaminate, dettagli indipendenti sufficienti per stabilire l’entità dei danni alle cinque navi o le eventuali conseguenze per gli equipaggi.
La situazione interessa in particolare le rotte utilizzate per il trasporto di cereali e altre merci agricole ucraine. Il porto di Reni, situato sul Danubio, e quello di Odessa rappresentano collegamenti fondamentali per le esportazioni del Paese.
Gli attacchi hanno inoltre prodotto conseguenze sul mercato assicurativo marittimo. Secondo il Guardian, il mercato londinese delle assicurazioni considera ormai ad alto rischio gran parte del Mar Nero, con l’esclusione delle acque territoriali di Romania, Bulgaria e Turchia.
L’aumento dei rischi riguarda quindi non soltanto la sicurezza degli equipaggi, ma anche i costi e la continuità dei collegamenti commerciali.
Un aereo americano già in pattugliamento
Un primo rafforzamento delle attività di ricognizione è stato confermato il 20 ottobre dalle autorità bulgare.
Il primo ministro Rumen Radev ha annunciato che un aereo statunitense Boeing P-8 Poseidon ha iniziato a effettuare missioni di pattugliamento sul Mar Nero per individuare attività potenzialmente pericolose.
La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa bulgara BTA e da Anadolu. Secondo Radev, alcuni alleati hanno risposto rapidamente alla richiesta di assistenza avanzata da Sofia, mentre ulteriori contributi sono attesi.
Il ministro della Difesa bulgaro Dimitar Stoyanov ha precisato che il velivolo opera nell’ambito della NATO e che le informazioni raccolte durante le missioni vengono condivise con l’Alleanza.
Il P-8 Poseidon è un aereo specializzato nel pattugliamento marittimo e nella ricognizione. Può svolgere anche missioni antisommergibile, ma le attività descritte dalle autorità bulgare riguardano la sorveglianza e l’individuazione delle minacce.
Secondo Stars and Stripes, il velivolo era arrivato a Varna dopo un volo dalla base aeronavale di Sigonella, in Sicilia. Non è stato chiarito se il suo impiego rientri formalmente nel pacchetto di rinforzi annunciato dalla NATO dopo la riunione del 20 ottobre oppure costituisca una misura già avviata.
Il rafforzamento delle capacità di ricognizione arriva mentre Romania e Bulgaria chiedono maggiori garanzie per la sicurezza delle rispettive aree marittime e delle rotte commerciali.
La NATO, intanto, non ha attribuito ufficialmente a uno Stato la responsabilità degli attacchi precedenti contro le navi commerciali vicino alle coste dei due Paesi alleati. Le indagini sulle modalità degli attacchi e sui materiali impiegati restano quindi un elemento centrale della risposta annunciata a Bruxelles.
La portavoce dell’Alleanza Allison Hart ha confermato che la postura militare sul fianco orientale è già stata rafforzata, anche attraverso capacità di contrasto ai droni, e che saranno impiegate ulteriori risorse per sorveglianza, ricognizione e analisi tecnica.
Le nuove misure seguono le tensioni tra Mosca e l’Alleanza sulla sicurezza della regione, già ricostruite da Agenparl nell’articolo del 20 ottobre «Mar Nero, Mosca avverte la NATO: rischio escalation».
Per il momento, la risposta annunciata dalla NATO si concentra dunque sull’aumento della presenza aerea e delle capacità di controllo, senza l’istituzione di una nuova missione di protezione diretta dei mercantili. Restano da definire il numero complessivo dei mezzi aggiuntivi, i Paesi che li metteranno a disposizione e i tempi del loro impiego.
