(AGENPARL) - Roma, 1 Ottobre 2026 - La Commissione europea ha introdotto Element Pro come sistema di riserva per le proprie comunicazioni interne, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da Microsoft Teams e garantire la continuità delle attività nel caso in cui la piattaforma statunitense non fosse disponibile.
Element Pro è stato presentato durante l’estate ai funzionari della Commissione come un “backup sovrano” per Teams. Microsoft Teams resta comunque lo strumento principale utilizzato dall’istituzione.
La scelta si inserisce nella più ampia strategia europea sulla sovranità digitale, che punta a rafforzare il controllo delle istituzioni sui dati, sulle infrastrutture tecnologiche e sui sistemi utilizzati per le comunicazioni.
A differenza di Teams, Element viene ospitato sull’infrastruttura della stessa Commissione. Questo consente all’istituzione europea di mantenere un maggiore controllo sull’ambiente tecnologico nel quale vengono gestite le comunicazioni interne.
La piattaforma consente ai funzionari di effettuare chiamate audio e video, scambiarsi file e creare spazi dedicati a progetti e conversazioni. Il sistema è basato sull’ecosistema Matrix, una tecnologia aperta e decentralizzata utilizzata anche da altre organizzazioni pubbliche.
Il problema del passaggio a una nuova piattaforma
L’introduzione di Element Pro non è però stata accolta senza critiche all’interno della Commissione.
Secondo documenti e comunicazioni interne visionati da POLITICO, alcuni funzionari hanno espresso dubbi sull’utilità del nuovo strumento e sulla sua capacità di rappresentare un’effettiva alternativa a Teams. In particolare, sono state sollevate perplessità sull’esperienza d’uso e sulle funzionalità disponibili.
Le critiche arrivano mentre Element Pro è ancora in una fase di introduzione. Il CEO di Element, Matthew Hodgson, ha riconosciuto che il passaggio a una nuova applicazione può comportare difficoltà iniziali, soprattutto quando gli utenti sono abituati da anni a una piattaforma diversa.
Secondo Hodgson, la Commissione sta ancora sperimentando il sistema e l’azienda sta raccogliendo i commenti degli utenti per intervenire sulle criticità emerse durante il lancio.
La sovranità digitale come obiettivo strategico
La decisione della Commissione non riguarda quindi soltanto la sostituzione di un’applicazione con un’altra. Il progetto nasce dalla volontà di avere un maggiore controllo sulle tecnologie utilizzate dalle istituzioni europee e di ridurre i rischi legati alla dipendenza da fornitori esterni.
La Commissione ha indicato la sovranità digitale come una priorità crescente, collegandola alla necessità di proteggere dati e sistemi e di garantire la continuità delle attività istituzionali.
L’approccio europeo si inserisce in una tendenza più ampia. Anche altri governi europei stanno valutando o adottando soluzioni alternative ai principali strumenti statunitensi. La Francia ha annunciato il progressivo abbandono di alcune piattaforme americane di videoconferenza nel settore pubblico, mentre l’Austria ha sostituito Microsoft Office con LibreOffice in parte della propria amministrazione.
Element è una società britannica e il suo software è già utilizzato da organizzazioni pubbliche e internazionali, comprese le Nazioni Unite e la NATO.
Per la Commissione, tuttavia, Element Pro non rappresenta al momento la sostituzione di Teams, ma una seconda linea tecnologica destinata a garantire continuità alle comunicazioni nel caso in cui il principale sistema utilizzato dall’istituzione dovesse diventare indisponibile.
È proprio questo il punto centrale della scelta europea: costruire un’alternativa autonoma prima che se ne presenti la necessità, anche se la nuova piattaforma deve ancora dimostrare di poter offrire sul piano operativo lo stesso livello di affidabilità e familiarità dello strumento che dovrebbe affiancare.
