(AGENPARL) - Roma, 18 Settembre 2026 - Su questo fenomeno ho presentato un'interrogazione parlamentare quest'estate: nonostante siamo già al quinto caso in un anno in Italia non abbiamo ancora gli strumenti per riconoscere e dunque per prevenire: una definizione operativa, un monitoraggio dedicato, una raccolta statistica. E così episodi collegati fra loro (Trescore, Trapani, Pescara, il quindicenne italiano a Malta, oggi Roma) continuano a essere trattati come fatti isolati.
Queste reti transnazionali adescano minori, li ricattano e li costringono ad agire: il ragazzo che arriva davanti a un giudice come autore è spessissimo, allo stesso tempo, una vittima. Il nostro ordinamento non riconosce questa duplice condizione. Anche su questo servirebbe intervenire, dotandosi dei giusti strumenti di recupero e di tutela di questi ragazzi che sono vittime di adescamento.
Serve certamente un maggior investimento nel supporto psicologico a scuola, ma anche una presa di consapevolezza e una formazione dedicata che aiuti insegnanti e genitori a capire e riconoscere il fenomeno. Finché continueremo a leggere questi episodi come singoli "raptus" adolescenziali, non avremo né gli strumenti né i dati per prevenirli. Chiedo al Governo di assumersi la responsabilità di trattare questa come quello che è: un'emergenza.