(AGENPARL) - Roma, 17 Settembre 2026 - Geopolitica ed economia delle risorse strategiche nella Confederazione
La valorizzazione delle risorse minerarie ed energetiche rappresenta oggi la chiave di volta per lo sviluppo geopolitico ed economico della Confederazione degli Stati del Sahel (AES), che riunisce Burkina Faso, Mali e Niger. È quanto emerso a Ouagadougou durante la conferenza pubblica inaugurale dell’ottava Settimana delle attività minerarie dell’Africa occidentale (SAMAO), abbinata alla prima edizione della Settimana dell’energia, delle miniere e degli idrocarburi dell’AES (SEMH-AES).
Dai dati illustrati nel corso dei lavori accademici e istituzionali emerge un quadro geologico straordinario, caratterizzato da depositi di prim’ordine mondiale che spaziano dai metalli preziosi ai minerali critici per la transizione ecologica globale.
Un patrimonio minerario immenso: dall’uranio al litio
Nel dettaglio geografico ed economico presentato dagli esperti, il sottosuolo saheliano si conferma un fornitore globale imprescindibile. Il direttore nazionale della Geologia e delle Miniere del Mali, Issa Coulibaly, ha evidenziato come il Niger detenga 521.248 tonnellate di riserve di uranio, un volume che copre il 36% delle riserve africane e il 5% della produzione mondiale.
Anche il settore aurifero mantiene un ruolo centrale nelle economie locali: Mali e Burkina Faso registrano ciascuno una produzione industriale annua compresa tra le 50 e le 65 tonnellate. Sul fronte dei minerali per le batterie e l’alta tecnologia, il litio spicca con i giacimenti maliani di Goulamina e Bougouni, stimati in oltre 200 milioni di tonnellate e una capacità prevista di 500.000 tonnellate di concentrato all’anno.
Il censimento industriale include inoltre:
- Manganese e ferro: 15 milioni di tonnellate di manganese a Tambao (Burkina Faso) e 10 milioni ad Ansongo-Takabote (Mali), affiancati da miliardi di tonnellate di riserve di ferro (tra cui 420 milioni a Say-Diabou in Mali e 80 milioni a Kola in Niger).
- Bauxite e fosfati: Oltre due miliardi di tonnellate di bauxite nella regione di Kayes in Mali, e ingenti depositi di fosfati stimati a 1,125 miliardi di tonnellate nel parco W-Tapoa in Niger.
- Idrocarburi: Il settore petrolifero nigerino conta 45 blocchi (35 aperti all’esplorazione) e una produzione che si attesta a 110.000 barili al giorno, di cui 90.000 destinati all’esportazione.
Il nodo della trasformazione locale e del potenziale energetico
Nonostante la ricchezza del sottosuolo, la priorità dichiarata dai governi dell’AES è invertire il paradigma storico dello sfruttamento estrattivo. “Le risorse possono appartenere a noi solo se le valorizziamo”, ha sottolineato Issa Coulibaly, rimarcando la necessità di puntare sulla trasformazione in loco delle materie prime.
Un concetto ribadito con forza dal ministro burkinabè dell’Energia, delle Miniere e delle Carriere, Yacouba Zabré Gouba: “Le nostre risorse non devono più essere una maledizione o il soggetto di brame esterne, ma soprattutto il carburante del nostro emergere”.
Parallelamente al comparto minerario, i lavori della SEMH-AES hanno acceso i riflettori sul deficit energetico e sulle potenzialità rinnovabili dell’area. Secondo le analisi del CNRST (Centro nazionale di ricerca scientifica e tecnologica), il potenziale solare tecnicamente sfruttabile nello spazio confederale raggiunge i 95,9 GW, a fronte di tassi di elettrificazione ancora bassi in alcune aree (come il 34% in Burkina Faso e il 21% in Niger). A completare il mix energetico figurano 1,96 GW di potenziale eolico in Burkina Faso, capacità idroelettriche rilevanti in Mali (1.050 MW) e un potenziale da biomassa stimato a 21,1 GW.
I lavori della SAMAO e della SEMH-AES, in corso a Ouagadougou fino al 19 settembre, continuano a tracciare la rotta per una governance coordinata e sovrana delle materie prime strategiche nel Sahel.
