(AGENPARL) - Roma, 12 Settembre 2026 - TRIPOLI – Il Ministero della Difesa del Governo di Unità Nazionale ha smentito categoricamente l’esistenza di accordi, intese o forme di coordinamento che autorizzino l’utilizzo della base militare di Misurata, o di qualsiasi altra installazione militare libica, come piattaforma per condurre attacchi o operazioni al di fuori delle funzioni sovrane dello Stato.
La presa di posizione arriva dopo la diffusione di notizie e indiscrezioni secondo cui la struttura militare di Misurata sarebbe stata utilizzata, o potrebbe essere utilizzata, come punto di partenza per operazioni contro entità o interessi stranieri.
In un comunicato, il Ministero ha precisato di aver esaminato quanto riportato dalla stampa e ha respinto le ricostruzioni relative a un presunto impiego delle infrastrutture militari nazionali per finalità offensive esterne.
«Nessuna autorizzazione concessa a parti straniere»
Il Ministero della Difesa ha affermato di non aver concesso ad alcun soggetto straniero il permesso di utilizzare territorio, infrastrutture, spazio aereo o acque territoriali della Libia per compiere atti ostili contro altri Paesi o entità.
Secondo la dichiarazione, nessuna installazione militare nazionale sarebbe stata destinata o impiegata per operazioni di questo genere.
La precisazione assume particolare rilevanza in un contesto regionale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, nel quale la posizione geografica della Libia e la presenza di diversi attori internazionali rendono particolarmente sensibile qualsiasi informazione relativa all’utilizzo delle infrastrutture militari del Paese.
Cooperazione militare entro i quadri giuridici approvati
Il Ministero ha distinto nettamente le accuse oggetto della smentita dalle attività di cooperazione militare, formazione e addestramento tecnico intrattenute dalla Libia con Paesi amici.
Tali rapporti, ha precisato, vengono condotti esclusivamente nell’ambito dei quadri normativi e giuridici approvati dalle autorità competenti.
La cooperazione internazionale nel settore della difesa non comporterebbe quindi, secondo la posizione ufficiale del dicastero, alcuna autorizzazione automatica all’utilizzo delle installazioni libiche per operazioni militari contro Paesi terzi.
La sovranità libica come linea invalicabile
Il punto centrale della dichiarazione riguarda la tutela della sovranità nazionale. Il Ministero della Difesa ha ribadito il proprio rifiuto di qualsiasi utilizzo del territorio libico come base per azioni suscettibili di compromettere la sicurezza nazionale o danneggiare le relazioni internazionali del Paese.
La questione investe direttamente uno dei principi più delicati della politica estera e di sicurezza libica: mantenere le forme di collaborazione con partner internazionali senza consentire che il territorio nazionale diventi teatro o piattaforma operativa di conflitti esterni.
In questa prospettiva, il comunicato intende tracciare una distinzione precisa tra cooperazione internazionale autorizzata ed esercizio delle prerogative sovrane dello Stato.
Misurata e la sensibilità delle infrastrutture militari
Il riferimento alla base di Misurata attribuisce alla vicenda una particolare rilevanza. Le installazioni militari e aeroportuali del Paese costituiscono infatti infrastrutture strategiche, il cui impiego ha implicazioni non soltanto operative, ma anche politiche e diplomatiche.
Proprio per questo il Ministero ha voluto chiarire che nessuna struttura militare nazionale sarebbe stata messa a disposizione per condurre azioni ostili contro soggetti stranieri.
La posizione espressa dal dicastero mira così a evitare che indiscrezioni non confermate possano produrre conseguenze nei rapporti della Libia con altri Stati o alimentare tensioni in un quadro regionale già complesso.
Appello ai media: verificare le informazioni
Il Ministero della Difesa ha infine rivolto un richiamo diretto agli organi d’informazione, invitandoli ad adottare criteri di precisione, responsabilità e verifica delle fonti quando vengono trattate questioni riguardanti le istituzioni militari.
In particolare, il dicastero ha chiesto di non presentare come fatti accertati affermazioni attribuite esclusivamente a fonti anonime e di rivolgersi alle autorità libiche competenti per verificare informazioni riguardanti installazioni, strutture e attività militari.
La smentita assume quindi una duplice valenza: respingere le notizie relative alla presunta disponibilità della base di Misurata per operazioni esterne e riaffermare un principio politico più generale, secondo il quale territorio, spazio aereo, acque territoriali e infrastrutture militari della Libia devono rimanere sottoposti alle decisioni sovrane dello Stato libico.