(AGENPARL) - Roma, 7 Settembre 2026 - [image.png] [image.png] [image.png]
In allegato una foto con il team di ricerca che ha collaborato allo studio
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* prof. Pietro Mortini Primario e Ordinario di Neurochirurgia Ospedale – Università Vita-Salute San Raffaele
* dott. Sandro Iannaccone, primario Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori IRCCS Ospedale San Raffaele
* prof. Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant'Anna
MILANO/PISA, 7 settembre. Quattro persone con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa, prive di capacità di contrarre volontariamente i muscoli degli arti inferiori, sono riuscite a mantenere la posizione eretta e a camminare con un deambulatore grazie a una nuova modalità di controllo della stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale.
La strategia sfrutta un gesto molto semplice: una lieve estensione volontaria del tronco. Questo movimento è sufficiente a modificare la risposta alla stimolazione e a favorire il passaggio dall'estensione della gamba, necessaria per sostenere il peso corporeo, alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia necessaria per avanzare il passo. In questo modo è il paziente stesso, attraverso il movimento del busto, a contribuire al controllo della locomozione.
Un movimento del tronco per tornare a controllare il passo
La stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale è una delle strategie più promettenti studiate negli ultimi anni per favorire il recupero di alcune funzioni motorie nelle persone con lesione midollare. Gli approcci sperimentali più avanzati hanno ottenuto risultati importanti ricorrendo, per esempio, a interfacce cervello-midollo, algoritmi di decodifica dei segnali neurali e dispositivi sviluppati ad hoc.
Questa volta però il gruppo del laboratorio MINE ha seguito una strada diversa, partendo da un'osservazione fatta durante la stimolazione: al variare dell'intensità effettivamente percepita dalle strutture nervose, la risposta degli arti inferiori cambia, passando dall'estensione del ginocchio, necessaria per sostenere il peso del corpo, alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia che permette di avanzare il passo.
I ricercatori hanno quindi scoperto che questo passaggio può essere innescato dal paziente stesso attraverso una lieve estensione volontaria del tronco – in media di circa 9 gradi – senza modificare le impostazioni dello stimolatore. È il principio definito dagli autori trunk-mediated control (TMC), o controllo mediato dal tronco: l'ipotesi alla base è che il movimento del busto modifichi temporaneamente i rapporti anatomici tra le strutture nervose e gli elettrodi, variando così l'effetto della stimolazione.
