(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - Il premier armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato apertamente che l’Armenia non considera più la Russia come un partner strategico, segnando una svolta storica nei rapporti diplomatici bilaterali. Durante una conferenza stampa a Yerevan, Pashinyan ha puntato il dito contro la gestione da parte di Mosca e della CSTO degli scontri del settembre 2022 tra Armenia e Azerbaigian, accusandole di non aver rispettato gli impegni di sicurezza previsti.
La svolta nel programma di governo 2026-2031
Il distacco formale trova riscontro nel nuovo programma governativo per il periodo 2026-2031, dal quale è stata rimossa la definizione di Mosca come “partner strategico”.
- Nuove condizioni: Il dialogo bilaterale proseguirà su basi differenti, adattandosi alla nuova fase segnata dall’avvio del processo di pace regionale con l’Azerbaigian.
- La replica di Mosca: Dal canto loro, i funzionari russi hanno sempre rispedito al mittente le accuse, ribadendo che gli obblighi di sicurezza della CSTO si applicano esclusivamente ai confini internazionalmente riconosciuti dell’Armenia e non al Karabakh.
Il peso del conflitto e il ritorno del controllo azero
La rottura diplomatica affonda le radici in decenni di tensioni e conflitti armati legati al controllo del Karabakh e delle aree circostanti, iniziati alla fine degli anni Ottanta. Dopo la riconquista definitiva del territorio da parte dell’Azerbaigian nel 2023, Yerevan ha avviato una radicale ridefinizione delle proprie alleanze internazionali, allontanandosi progressivamente dall’orbita di sicurezza russa.
