(AGENPARL) - Roma, 25 Agosto 2026 - Hanno determinato la caduta del governo Draghi nel luglio 2022: Meloni, Salvini, Forza Italia e Conte. Nessuno dei partiti coinvolti ha risolto il problema energetico – i prezzi medi self-service di benzina e gasolio superano oggi i 2 euro al litro –, ha posto fine ai conflitti in corso, né ha elaborato un piano industriale e commerciale strutturale capace di colmare il gap di produttività e rendere competitive l’Italia e l’Unione Europea.
In Italia i partiti, di destra come di sinistra, non si preoccupano di disporre piani industriali e commerciali competitivi di lungo periodo: si limitano a manovre tampone. Questo rileva l’inconsistenza della classe politica attuale, incapace di visioni strategiche e di riforme strutturali.
È toccato a Mario Draghi, su incarico della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, redigere il Rapporto sul futuro della competitività europea, presentato il 9 settembre 2024. Il documento diagnostica il ritardo innovativo rispetto a Stati Uniti e Cina, gli elevati costi energetici, la frammentazione del mercato unico e la necessità di investimenti aggiuntivi per 750-800 miliardi di euro annui in innovazione, difesa, commercio, diplomazia e tecnologie strategiche. Nonostante il Competitiveness Compass e le successive iniziative, l’attuazione resta parziale e insufficiente.
Di fronte all’inefficienza delle istituzioni europee e nazionali, Draghi ha lanciato il Rhine Group – think tank congiunto con Patrick Collison – che riunisce economisti, imprenditori e interlocutori istituzionali per accelerare l’agenda di competitività, contrastare il dominio del Big Tech statunitense e ridurre le dipendenze strategiche.
Eppure Il Fatto Quotidiano parla di “ultra-liberisti” per difendere il futuro leader del centrosinistra, che continua ad annaspare su programmi vacui e a ostacolare la potenziale competitor Elly Schlein. Intanto i cittadini restano sul lastrico: carburanti alle stelle, salari reali ancora inferiori ai livelli del 2021 e sotto la media OCSE-UE, sanità pubblica imprigionata da liste d’attesa, carenze di personale e sottofinanziamento, età pensionabile di vecchiaia ferma a 67 anni nel 2026 ma destinata a salire. Pensioni lontane e potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Una situazione letale che questi politici di maggioranza e opposizione sono lungi dal voler e poter risolvere. Occorre una forza che davvero si occupi di sociale e si abbandoni l’economia di guerra che oramai sta sempre più prendendo piede, come dimostra la recente linea di sviluppo di Leonardo.
Lo dichiara Marinella Pacifico in una nota.

