(AGENPARL) - Roma, 25 Agosto 2026 - Roma, 25 agosto. "Lo denunciamo da quasi due anni, da quando il Governo Meloni ha innescato il risiko bancario cedendo il 15% di Mps ad alcune cordate 'amiche', interessate a usare la banca senese come strumento per scalare Mediobanca e Generali e costruire un'aggregazione con Banco Bpm. Un progetto che avrebbe dovuto e dovrebbe favorire la nascita di un nuovo asse politico-finanziario e ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano.
Anche se il Governo si è dichiarato formalmente neutrale, le parole pronunciate prima da Giorgia Meloni e oggi, in maniera ancora più netta, da Matteo Salvini smascherano definitivamente questa rappresentazione. Il vicepremier definisce 'molto interessante' l'offerta di Mps su Banco Bpm e Banca Generali e auspica apertamente che Mps diventi promotrice e aggregatrice di un terzo polo bancario capace di fare concorrenza a Unicredit e Intesa Sanpaolo. Parliamo della stessa Unicredit la cui operazione su Banco Bpm è stata fermata dal Governo attraverso il golden power e della stessa Intesa Sanpaolo che oggi punta ad acquisire Mps. Se un vicepresidente del Consiglio indica esplicitamente quale assetto bancario ritiene auspicabile, mentre il Mef è ancora azionista di Mps, il Governo non può continuare a presentarsi come un semplice osservatore del risiko. Per questo serve fare piena luce sulle interlocuzioni legate alla cessione del 15% di Mps del novembre 2024, oggi all'attenzione della magistratura, comprese le conversazioni tra l'ex direttore generale del Tesoro Marcello Sala e diversi esponenti del Governo. Il nodo politico è evidente: il Governo non può dichiararsi neutrale e, allo stesso tempo, indicare quali aggregazioni bancarie considera preferibili. Le decisioni sul futuro del sistema bancario devono rispondere all'interesse generale, non agli equilibri tra cordate finanziarie o alle convenienze dei partiti di maggioranza. Lo ripetiamo: al grande risiko bancario di questi anni, con enormi movimenti di valore in Borsa, non è finora corrisposto un beneficio comparabile per l'economia reale, per il credito alle imprese, per gli investimenti e per le famiglie. Per queste ragioni chiediamo l'immediata audizione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo. Vengano a chiarire quale ruolo abbia svolto e intenda svolgere il Governo nel risiko bancario italiano". Lo comunica il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e responsabile delle politiche economiche e fiscali del M5S.
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