(AGENPARL) - Roma, 19 Agosto 2026 - Verrecchia (FdI): "Aprire una riflessione sul ritorno di una struttura
forestale altamente specializzata. L'Abruzzo faccia da apripista."
Depositata il 17 agosto in Consiglio regionale una risoluzione per avviare
il dibattito sulla riorganizzazione della tutela forestale e ambientale.
"Ho depositato il 17 agosto, in Consiglio regionale, una risoluzione per
aprire una riflessione seria e concreta sulla possibilità di istituire
nuovamente, attraverso una forma organizzativa da individuare a livello
nazionale, un corpo o una struttura altamente specializzata nelle attività
forestali, ambientali e di prevenzione degli incendi". Lo dichiara Massimo
Verrecchia, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale,
illustrando il contenuto del documento con il quale si chiede alla Giunta
regionale di promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, una verifica
dell'attuale assetto delle funzioni di tutela forestale e ambientale, con
particolare riferimento alla prevenzione degli incendi boschivi e al
presidio specialistico del territorio. "L'Abruzzo – sottolinea Verrecchia –
possiede un patrimonio forestale, naturalistico e faunistico straordinario,
con parchi, riserve e aree protette che rappresentano una parte
fondamentale della nostra identità e del nostro territorio. Una quota molto
significativa del territorio regionale, circa il 44 per cento, è costituita
da superfici forestali: un patrimonio che deve essere tutelato con
strumenti adeguati, soprattutto in una fase nella quale gli incendi
boschivi sono sempre più frequenti e complessi, anche a causa dei
cambiamenti climatici, delle alte temperature e dei periodi di siccità. A
questo si aggiunge un problema che non possiamo più ignorare: la scarsa o
insufficiente gestione preventiva del bosco in molte aree. Parliamo di
selvicoltura, diradamenti delle pinete, realizzazione e manutenzione delle
fasce tagliafuoco, strade forestali e rimboschimenti laddove il bosco non è
in grado di rigenerarsi naturalmente. Insomma, l'incendio si batte a fiamme
spente: la prevenzione si fa prima che l'incendio divampi, creando le
condizioni affinché chi deve intervenire possa avere più facilmente accesso
alle aree interessate, controllare il territorio e operare con maggiore
rapidità ed efficacia nello spegnimento.
La risoluzione prende le mosse dalla riforma avviata con la legge n. 124
del 2015 e attuata dal decreto legislativo n. 177 del 2016, che ha portato
all'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri
e alla redistribuzione delle competenze, attribuendo in particolare al
Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco la lotta attiva contro gli incendi
boschivi e lo spegnimento con mezzi aerei. A distanza di anni – evidenzia
il capogruppo di Fratelli d'Italia – è doveroso verificare con pragmatismo
se quell'assetto organizzativo sia ancora pienamente adeguato alle esigenze
attuali. Non si tratta assolutamente di mettere in discussione la
professionalità e l'impegno dell'Arma dei Carabinieri, dei Vigili del
Fuoco, della Protezione Civile, degli enti locali e dei tanti volontari che
ogni giorno operano sul territorio. Al contrario, dobbiamo chiederci se sia
possibile rafforzare ulteriormente il sistema, recuperando quelle
competenze tecniche e quella conoscenza capillare del territorio che per
decenni hanno caratterizzato il Corpo Forestale dello Stato. Gli incendi –
prosegue Verrecchia – non si combattono soltanto quando divampano: la vera
sfida è la prevenzione. Servono persone competenti e altamente preparate,
monitoraggio costante, conoscenza delle caratteristiche forestali,
manutenzione delle aree a rischio e un presidio qualificato e continuativo
del territorio. Per questo ritengo necessario aprire un confronto nazionale
sulla possibilità di recuperare una struttura specialistica dedicata alla
tutela forestale e ambientale". Secondo Verrecchia, inoltre, la riflessione
deve riguardare più in generale alcune riforme realizzate in quegli anni:
"L'Abruzzo è un esempio concreto anche sul fronte della geografia
giudiziaria. Stiamo combattendo per salvaguardare definitivamente i
tribunali abruzzesi sub-provinciali e per correggere gli effetti di una
riforma che ha mostrato nel tempo diverse criticità. Allo stesso modo,
anche sulla riforma del Corpo Forestale dobbiamo avere il coraggio di fare
una valutazione a distanza di anni: se gli obiettivi di maggiore efficienza
e razionalizzazione non sono stati pienamente raggiunti, è giusto
interrogarsi su come migliorare il sistema".
La risoluzione chiede quindi alla Giunta regionale di rappresentare al
Governo e al Parlamento l'opportunità di avviare una riflessione
sull'organizzazione delle strutture preposte alla tutela del patrimonio
forestale, sostenendo eventuali iniziative legislative nazionali
finalizzate a rafforzare specializzazione, presenza territoriale e
competenze tecniche. "L'Abruzzo – conclude Verrecchia – può e deve essere
protagonista di questa discussione. Chiediamo che il tema venga portato
all'attenzione del Governo, del Parlamento e delle altre Regioni, mettendo
al centro la prevenzione e non soltanto l'emergenza. E credo sia necessario
coinvolgere anche l'Unione Europea. Il problema degli incendi boschivi non
riguarda infatti soltanto l'Italia, ma molti Paesi europei. Se in passato
alcune scelte di riorganizzazione sono state influenzate anche da esigenze
di razionalizzazione della spesa e di revisione degli assetti pubblici,
oggi l'Europa deve interrogarsi insieme agli Stati membri su nuove
politiche comuni per la prevenzione, la gestione forestale, la formazione,
la ricerca e il monitoraggio. L'obiettivo non è tornare indietro per
principio, ma costruire un sistema più efficace, specializzato e capace di
proteggere concretamente il nostro patrimonio naturale e le nostre
comunità".
L'Aquila, 19 agosto 2026