(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - Una nuova flotta di droni di sorveglianza in dotazione ai Royal Marines della Marina britannica conteneva telecamere con componenti di fabbricazione cinese programmate per trasmettere segnali direttamente in Cina. Lo rivela un’inchiesta pubblicata da The Telegraph.
I droni in questione, i modelli K3 Scout forniti dal gruppo Kraken Technology Group, facevano parte di un pacchetto di difesa strategico destinato a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e impiegati anche in esercitazioni della NATO nel Baltico.
La scoperta e il segnale di battito cardiaco
Secondo quanto emerso dall’indagine interna, le telecamere trasmettevano costantemente comunicazioni di controllo, note come battito cardiaco (heartbeat communications), per confermare lo stato operativo dei dispositivi. Il destinatario di questi dati era un indirizzo IP localizzato in Cina. Ancor più grave è il fatto che tali flussi di dati rimanessero attivi anche quando i droni venivano spenti.
Le telecamere erano state acquistate da un fornitore terzo tramite subappalto. Dopo la scoperta della vulnerabilità informatica, il Ministero della Difesa britannico ha immediatamente rimosso tutta la connettività Internet dai dispositivi.
La replica del Ministero della Difesa e le reazioni politiche
Nonostante l’allarme sicurezza, il Ministero della Difesa britannico ha diramato una nota ufficiale per rassicurare l’opinione pubblica.
Una valutazione di routine della vulnerabilità informatica ha identificato un problema che colpisce un sottosistema Kraken utilizzato dalla Royal Navy. Un’indagine approfondita non ha trovato prove di accesso ai dati o ai sistemi del MoD, compromessi o trasmessi esternamente.
Le rassicurazioni governative non hanno però placato le polemiche. Il Partito Conservatore ha chiesto verifiche urgenti su tutte le dotazioni militari per scovare eventuali componenti hardware nascosti di origine cinese.
Il caso si inserisce in un clima di crescente tensione geopolitica. Negli ultimi anni il Regno Unito ha adottato misure rigide contro la tecnologia cinese, dal bando di Huawei dalle reti 5G nazionali fino alle recenti restrizioni sull’uso di veicoli elettrici di produzione cinese all’interno delle basi dell’intelligence militare.
