(AGENPARL) - Roma, 8 Agosto 2026 - l piano della Russia di trovare acquirenti internazionali di peso per i suoi caccia avanzati ha subito un colpo durissimo. La mossa del Cremlino di puntare su generose offerte di co-produzione e trasferimento tecnologico per spingere il proprio velivolo di quinta generazione non ha sortito gli effetti sperati, con la storica alleata India che ha chiuso definitivamente a qualsiasi acquisto di nuovi modelli Sukhoi, optando invece per l’aggiornamento della flotta esistente.
Il declino dell’industria bellica russa e il fallimento della sponda asiatica
La prolungata e costosa guerra in Ucraina, unita alle sanzioni occidentali, ha eroso la capacità di Mosca di mantenere una forte posizione nell’export militare globale, dove ha perso il secondo posto mondiale superata dalla Francia.
- Nel tentativo di recuperare terreno e coprire i costi di sviluppo, il conglomerato statale Rostec e la controllata Rosoboronexport avevano offerto condizioni straordinarie di co-produzione e condivisione tecnologica — concessioni raramente accordate su tecnologie sensibili come i caccia di quinta generazione.
- Tuttavia, le autorità di difesa indiane hanno escluso l’acquisto di nuovi modelli Sukhoi, preferendo concentrarsi sulla modernizzazione dei caccia multiruolo Su-30MKI già in servizio, in attesa che diventi operativo il futuro velivolo di quinta generazione sviluppato a livello nazionale (l’Advanced Medium Combat Aircraft – AMCA).
I dubbi sulle reali capacità stealth e il divario tecnologico
Il rifiuto affonda le radici in perplessità di lungo corso. Già in passato la collaborazione sul progetto PAK FA si era interrotta a causa di divergenze tecniche e costi elevati.
- Gli osservatori evidenziano come Mosca abbia storicamente puntato sulla “supermanovrabilità” (ottenuta tramite ugelli a spinta vettoriale tridimensionale e manovre spettacolari come il Cobra di Herbst).
- Sebbene di grande impatto visivo nei air show, queste caratteristiche risultano marginali nel combattimento aereo moderno, dominato da capacità beyond-visual-range (BVR), guerre elettroniche e soprattutto dalla tecnologia stealth (bassa tracciabilità radar), su cui l’industria russa ha faticato a investire con la stessa efficacia a causa dei vincoli di bilancio post-sovietici.
Una strategia di approvvigionamento diversificata
Nonostante lo stop al nuovo caccia di punta russo, la cooperazione militare non si interrompe del tutto: Mosca continuerà a fornire supporto per la modernizzazione e l’upgrade dei vecchi Su-30MKIs (il programma “Super Sukhoi”, che prevede nuove avioniche e suite di guerra elettronica avanzate) e per la fornitura di un ultimo lotto di transizione. La linea strategica generale di Nuova Delhi resta comunque quella di diversificare i partner d’acquisto, affiancando ad essi caccia occidentali come i Dassault Rafale per rispondere al meglio alle esigenze di difesa nazionale.
