(AGENPARL) - Roma, 4 Agosto 2026 - L'assessore Giovanna Razzano ha rilasciato questo pomeriggio la seguente dichiarazione:
"Le dichiarazioni diffuse da organi di
stampa poco e male informati, e poi acriticamente rilanciate dal consigliere
comunale Vincenzo Sguera, impongono alcune precisazioni, da rendere
pubblicamente e da riservare poi alle competenti sedi.
La ricostruzione che ne è scaturita è
fantasiosa e rischia di indurre l'opinione pubblica a conclusioni che non
trovano alcun riscontro nella documentazione tecnica disponibile, ledendo
peraltro la dignità delle persone chiamate in causa.
Primo: la natura del controllo del 3
settembre 2025
Il controllo del 3 settembre 2025 non fu
eseguito dall'ARPAC sul depuratore ASI nell'ambito di una propria attività
ispettiva. Il campionamento fu effettuato dalla Capitaneria di Porto di Torre
del Greco, in esecuzione di una richiesta della Procura della Repubblica del 20
agosto 2025, che aveva disposto una vasta campagna di controlli su numerosi
scarichi fluviali dell'intero territorio regionale.
L'attività investigativa era stata avviata
a seguito di rilievi effettuati mediante sorvoli in elicottero, dai quali erano
emerse anomalie in diversi corsi d'acqua della Campania. È quindi
oggettivamente inesatto sostenere – come ha fatto il consigliere Sguera – che
quel controllo fosse conseguenza di una specifica segnalazione riguardante il
depuratore ASI o che costituisse la prova di un allarme già noto e circoscritto
al fiume Calore.
Secondo: il significato del parametro
"Ecotossicologia"
Il significato del parametro
"Ecotossicologia" è stato rappresentato in modo improprio,
verosimilmente perché se ne ignora il contenuto tecnico.
Il test di ecotossicità non identifica la
presenza di uno specifico inquinante, non misura il superamento dei limiti di
legge delle sostanze previste dalla normativa e non dimostra l'esistenza di un
inquinamento del corpo idrico.
Si tratta di un saggio biologico che valuta
l'effetto complessivo di un campione su organismi acquatici sensibili. Un
eventuale esito di non conformità rappresenta un elemento tecnico che richiede
approfondimenti, ma non equivale affatto all'accertamento di un danno ambientale.
Tanto è vero che nessuna prescrizione venne notificata ai gestori
dell'impianto.
Terzo: il dato omesso – e il più importante
Dai rapporti di prova dell'ARPAC relativi a
quel controllo non risultavano superamenti dei limiti di emissione previsti
dalla normativa vigente per i parametri analizzati. Questo è comprovato dal
fatto che nessuna irregolarità venne notificata al gestore. In altre parole,
tutti i parametri chimico-fisici sottoposti a verifica risultavano nei limiti
di legge.
Ancora più significativo è il fatto che
laboratorio esterno accreditato, incaricato del monitoraggio periodico
dell'impianto, hanno sempre certificato la piena conformità dello scarico ai
limiti previsti dalla normativa vigente. Per l'anno 2025 si tratta di:
52 rapporti di prova relativi ad acque
reflue grezze e depurate, acque di seconda pioggia, acqua di falda;
8 rapporti di prova relativi a campioni di
fanghi biologici;
14 rapporti di prova relativi ad analisi
per caratterizzazione rifiuti;
1 relazione tecnica di impatto acustico;
2 relazioni tecniche per emissioni in
atmosfera.
A ciò si aggiunga che il biologo interno
dell'azienda – laureato e abilitato – ha svolto quotidianamente tutte le prove
chimiche e biologiche.
Anche questi sono fatti documentali, non
opinioni. Risulta quindi priva di fondamento l'insinuazione secondo cui chi
amministrava la società nel 2025 avrebbe dovuto «informare» o «relazionare» di
chissà quali criticità. I dati disponibili non evidenziavano alcuna criticità
da segnalare.
Il metodo, prima ancora del merito
Colpisce, infine, che il consigliere Sguera
– pur non avendo verificato l'attendibilità delle fonti giornalistiche – abbia
ritenuto di lanciare accuse personali e di scomodare categorie come la «fedeltà
di partito che sostituisce la competenza». Se solo avesse avuto la competenza
tecnica per comprendere il significato del parametro "Ecotossicità",
forse si sarebbe astenuto dal costruire un teorema accusatorio su un dato che
non dimostra ciò che lui sostiene. Il suo stesso comunicato dimostra che non vi
è interlocuzione possibile se non nelle sedi opportunamente delegate alla
valutazione legale di simili affermazioni.
Il dibattito pubblico deve fondarsi sui
fatti, non su illazioni. I fatti, allo stato, dicono questo:
il controllo del 3 settembre 2025 rientrava
in una vasta attività investigativa riguardante numerosi scarichi della
Campania;
dai rapporti di prova ARPAC non risultavano
superamenti dei limiti di legge per i parametri analizzati e nessuna
irregolarità è stata notificata al gestore;
eseguiti da laboratorio esterno accreditato hanno sempre certificato la
conformità dello scarico ai limiti previsti dalla normativa.
La verità si dimostra con i documenti. Le
insinuazioni, invece, si discutono davanti a un giudice."