(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Il Ministero della Salute intensifica le campagne di vaccinazione mentre il Marocco invia aiuti sanitari per rafforzare la risposta all’emergenza. L’epidemia, causata dal raro ceppo Bundibugyo, è la diciassettesima registrata nel Paese.
La Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha confermato la diffusione di un nuovo e grave focolaio di Ebola nelle province orientali del Paese, dove le autorità sanitarie stanno affrontando una delle emergenze epidemiologiche più complesse degli ultimi anni.
Il Ministero della Salute congolese ha annunciato che le attività di monitoraggio e le indagini epidemiologiche hanno confermato la presenza del virus in diverse aree dell’est della nazione. Secondo i dati ufficiali, negli ultimi due mesi sono stati registrati oltre 3.500 casi di infezione, un numero che supera il totale dei contagi rilevati durante l’epidemia verificatasi tra il 2018 e il 2020.
Un’epidemia che continua ad espandersi
Le autorità sanitarie hanno spiegato che le équipe mediche sono impegnate senza sosta per limitare la diffusione del virus, intervenendo nelle aree maggiormente colpite con operazioni di sorveglianza, isolamento dei casi sospetti e tracciamento dei contatti.
Parallelamente proseguono le campagne di vaccinazione rivolte alle popolazioni più esposte al rischio di contagio, considerate uno degli strumenti principali per contenere la trasmissione della malattia.
Il Ministero della Salute ha sottolineato che il personale sanitario sta lavorando contro il tempo per circoscrivere i diversi focolai e ridurre il numero dei nuovi contagi.
Il raro ceppo Bundibugyo
L’attuale epidemia è stata dichiarata ufficialmente nel maggio 2026 ed è provocata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, una variante rara rispetto al più noto ceppo Zaire che ha causato numerose epidemie negli ultimi decenni.
Il focolaio interessa principalmente cinque province dell’est della Repubblica Democratica del Congo, una regione già caratterizzata da difficoltà logistiche, instabilità e limitato accesso ai servizi sanitari.
Secondo i dati diffusi dalle autorità, l’epidemia ha già provocato oltre 3.000 casi confermati e 1.437 decessi, confermando l’elevata pericolosità del virus.
Il sostegno del Marocco
Per rafforzare la risposta sanitaria all’emergenza, il Regno del Marocco ha inviato un’importante missione di assistenza nella città di Bunia, capoluogo della provincia dell’Ituri, nel nord-est del Paese.
Secondo quanto comunicato dall’ambasciatore marocchino nella RDC, Rachid Agassim, il Marocco ha messo a disposizione:
- 18 tonnellate di attrezzature mediche;
- 3 medici;
- 4 operatori sanitari destinati a sostenere le attività dell’ospedale di livello 2 di Bunia.
L’intervento rientra nella risposta internazionale alla diciassettesima epidemia di Ebola registrata nella Repubblica Democratica del Congo.
L’ospedale di Bunia al centro della risposta sanitaria
L’ambasciatore Agassim ha spiegato che il sostegno marocchino consentirà di trasformare l’ospedale di livello 2 di Bunia in un centro specializzato per la cura dei pazienti affetti da Ebola.
La struttura sanitaria opera da oltre dieci anni nella regione, garantendo assistenza medica alla popolazione locale, e rappresenta uno dei principali punti di riferimento per la gestione dell’attuale emergenza.
L’arrivo di personale sanitario e nuove attrezzature dovrebbe contribuire a migliorare la capacità di ricovero, diagnosi e trattamento dei pazienti nelle aree maggiormente colpite.
La gratitudine del governo congolese
Nel corso della cerimonia organizzata per il 27° anniversario dell’ascesa al trono di Re Mohammed VI, il viceministro degli Affari Esteri della RDC, Noëlla Ayeganato, ha espresso il ringraziamento del governo congolese al Marocco per il sostegno fornito.
Secondo Ayeganato, l’assistenza ricevuta rappresenta un importante gesto di solidarietà internazionale in un momento particolarmente difficile per il Paese e testimonia gli stretti rapporti di cooperazione tra Kinshasa e Rabat.
Il viceministro ha inoltre sottolineato come questa collaborazione rafforzi la volontà comune dei due Stati di sviluppare relazioni fondate sull’assistenza reciproca, sulla solidarietà e sull’amicizia tra i rispettivi popoli.
Una sfida sanitaria ancora aperta
La Repubblica Democratica del Congo è uno dei Paesi più frequentemente colpiti da epidemie di Ebola. L’attuale emergenza rappresenta la diciassettesima epidemia registrata sul territorio nazionale e conferma le difficoltà nel contenere la diffusione del virus in aree caratterizzate da infrastrutture sanitarie limitate e condizioni di sicurezza spesso precarie.
Le autorità sanitarie continuano a intensificare gli sforzi di sorveglianza epidemiologica, vaccinazione e assistenza ai pazienti, mentre la comunità internazionale monitora con attenzione l’evoluzione del focolaio per evitare un’ulteriore espansione della malattia.
