(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - "Quando noi parliamo di missioni internazionali parliamo innanzitutto di politica estera e se oggi non c'è un ordine multilaterale, non è perché c'è la candidatura di Infantino a segretario generale dell'Onu, ma perché c'è un nazionalismo revisionista che ha deciso che quell'assetto e quell'istituzionalità multilaterale non deve più esistere. Qual è dunque la nostra visione? Qual è la responsabilità di mandare 12mila uomini all'estero? In quale contesto? Questo nazionalismo sta mettendo in ginocchio il mondo e noi discutiamo in maniera meccanica di missioni senza capire il quadro su cui quelle missioni sono nate o si stanno concludendo come quella in Libano. Quelle missioni sono figlie di una cultura, di una civiltà, che è il diritto internazionale. Mi spiace che qui tutti si usano riempire la bocca della parola Nazione, ma oggi occorre registrare che il nazionalismo delle grandi potenze sta decostruendo le regole e la gestione del quadro internazionale. Non possiamo prescindere da un'analisi di politica estera. Le missioni sono figlie di questa civiltà. Sono figlie di un ingaggio che noi abbiamo costruito nel tempo per portare pace e costruire pace e costruire soluzioni politiche. Questo è il tempo che ci tocca vivere e che ci tocca vivere come europei".
Così il capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera, Enzo Amendola, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole del Gruppo alla risoluzione del Pd sulle missioni internazionali.
Roma, 28 luglio 2026