(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2026 - La crisi di governo in Germania accelera. Il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato una ristrutturazione radicale della sua squadra esecutiva. Una mossa obbligata, arrivata a seguito delle dimissioni eccellenti di Jens Spahn e nel pieno di una fase caratterizzata da tensioni politiche, stasi economica e dalla crescita costante dell’estrema destra.
Le dimissioni di Jens Spahn e il caso surrogata
L’innesco del rimpasto è legato all’addio di Jens Spahn, peso massimo dell’ala conservatrice e capogruppo parlamentare della CDU. Spahn ha dovuto lasciare l’incarico dopo essere finito al centro di una bufera politica: ha dichiarato di essere diventato padre ricorrendo alla gestazione per altri negli Stati Uniti.
La polemica è esplosa a causa della forte contraddizione politica. La pratica della maternità surrogata è infatti severamente vietata in Germania, e la stessa CDU si è sempre battuta per mantenere in vigore il divieto. Per sostituire Spahn nel delicato ruolo parlamentare, Merz ha puntato su Thorsten Frei, la cui elezione formale è attesa nei prossimi giorni.
I cambi nell’esecutivo e le nuove nomine
La riorganizzazione della squadra di governo tocca diversi ministeri chiave.
- Salute: Carsten Linnemann, finora segretario generale dell’Unione Cristiano Democratica, prende il posto di Nina Warken.
- Capo di gabinetto: Sarà proprio Nina Warken ad assumere questo nuovo incarico strategico.
- Rapporti con i Laender: Philipp Amthor entra nel team come ministro di Stato, con la responsabilità cruciale di gestire i rapporti tra il governo federale e i 16 stati tedeschi.
- Trasporti: Secondo indiscrezioni della stampa locale, Fritz Guentzler subentra a Patrick Schnieder.
Crisi economica e calo di popolarità per Merz
Dietro i cambi della squadra c’è una chiara urgenza politica. La crisi di governo in Germania si intreccia con i pessimi sondaggi: la popolarità del cancelliere è scesa ai minimi storici.
Merz aveva assunto la guida del Paese meno di quindici mesi fa promettendo riforme incisive e un rilancio economico immediato. Tuttavia, la più grande economia europea continua a fare i conti con una pesante stagnazione e la ripresa stenta a decollare, offrendo terreno fertile all’opposizione e alimentando il malcontento generale.
