(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - "Ancora una volta il governo sceglie la strada della propaganda e della repressione invece di affrontare le vere cause del disagio giovanile. Con il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che rende automaticamente imputabili i minori tra i 14 e i 18 anni, si continua a criminalizzare un'intera generazione, anziché investire in prevenzione, educazione, inclusione e sostegno". Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico, commentando il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri in materia giovanile. "La sicurezza non si costruisce trattando i giovani come un problema di ordine pubblico, ma offrendo opportunità, servizi e strumenti per contrastare fragilità ed esclusione. Serve una politica capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi, non di etichettarli e punirli. È questa l'alternativa che il governo continua a rifiutare", conclude il de.
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