(AGENPARL) - Roma, 18 Luglio 2026 - "In questi giorni nel commentare alcuni aspetti della nuova legge elettorale si parla dell'esistenza di un paradosso all'interno dello Stabilicum, secondo cui i consensi dei partiti che si fermano sotto la soglia del 3 per cento sarebbero sottratti dal computo della coalizione determinando, appunto il paradosso, che la coalizione arrivata per seconda possa risultare vincente. In realtà, il Rosatellum già oggi prevede questa circostanza alla Camera per i partiti che non raggiungono l'1% e quindi viene da chiedersi come mai finora non sia mai stata fatta rilevare. Inoltre, l'attuale legge elettorale presenta un ulteriore dettaglio beffardo: infatti i seggi vengono assegnati sulla base del risultato di coalizione dato dalla somma dei risultati dei partiti che ne fanno parte e che hanno superato l'1%, ma va detto che i partiti tra l'1 e il 3% non eleggono propri rappresentanti ma contribuiscono su base nazionale a dare i voti, cioè i seggi, ai partiti sopra il 3%. In sostanza, i cittadini votano un partito ma con il proprio voto ma poi possono trovarsi ad aver eletto i deputati di un altro partito. Per noi questo criterio non è giusto. La nostra legge avendo spostato la soglia dall'1 al 3% favorisce le aggregazioni e scoraggia l'effetto partitini, i cosiddetti 'cespugli' capaci di condizionare la maggioranza, come accadde con il governo Prodi nel 2006 costretto a scendere a patti con liste e listarelle. Così come non vogliamo liste civetta, piuttosto Fratelli d'Italia ha lavorato a questa legge elettorale con l'obiettivo che i cittadini votino su programmi chiari, con l'indicazione di un presidente del Consiglio e con una maggioranza certa che alla chiusura delle urne abbia la sicurezza di governare. Evidentemente la sinistra già rimpiange il Rosatellum perché la sua coalizione ha tanti partitini da soddisfare, ma noi guardiamo agli interessi della Nazione e degli italiani che solo una maggioranza solida, compatta e senza ricatti interni può garantire. Unica strada per dare all'Italia un governo stabile quale è quello oggi di Giorgia Meloni".
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