(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - *Risorse idriche e cambiamento climatico, Piemontese: "La resilienza si
costruisce con investimenti, innovazione e riuso dell'acqua"*
La sfida della sicurezza idrica, gli effetti del cambiamento climatico e le
strategie necessarie per garantire alla Puglia una gestione sempre più
sostenibile della risorsa acqua sono stati al centro del seminario "La
gestione delle risorse idriche al tempo del cambiamento climatico. Quale
resilienza per la Puglia?", promosso dalla Fondazione IPRES d'intesa con la
Presidenza della Regione Puglia e ospitato dal Dipartimento di Scienze
Politiche dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali,
nazionali ed europee, del mondo accademico, della ricerca scientifica e dei
principali soggetti impegnati nella governance del sistema idrico, in un
confronto dedicato alle politiche necessarie per rafforzare la resilienza
del territorio pugliese.
"Il cambiamento climatico, i fenomeni di tropicalizzazione e la crescente
scarsità di acqua potabile non sono più uno scenario del futuro, ma una
drammatica evidenza del presente – ha detto nel suo intervento l'assessore
regionale alle Infrastrutture e Mobilità, con delega alle Risorse idriche,
Raffaele Piemontese -. Per affrontare questa sfida serve un'alleanza
stabile tra politica e scienza, perché una volontà politica che ignori il
lavoro della ricerca è destinata all'inefficacia, mentre la ricerca ha
bisogno del sostegno delle istituzioni per tradursi in soluzioni concrete".
L'assessore ha ricordato come la Regione Puglia abbia costruito negli
ultimi anni una strategia di resilienza idrica fondata sulla
pianificazione, sul coordinamento istituzionale e su un consistente
stanziati oltre 2 miliardi di euro per rendere più efficiente il sistema
idrico, pari a circa 127 euro per abitante: un investimento superiore di
oltre il 30% rispetto alla media italiana ed europea", ha detto Piemontese,
evidenziando come "questo lavoro ci ha consentito di raggiungere il primato
nazionale per la qualità delle acque di balneazione, con il 99,7% delle
coste classificate eccellenti, e di migliorare progressivamente
l'efficienza della rete idrica, riducendo le perdite a livelli ormai
inferiori alla media del Mezzogiorno".
L'assessore ha quindi richiamato la necessità di accelerare ulteriormente
sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, sull'innovazione
tecnologica e sull'economia circolare dell'acqua. "È stato fatto molto, ma
non abbastanza — ha sottolineato Piemontese —Dobbiamo utilizzare sempre
meglio ogni metro cubo d'acqua disponibile. Il riuso delle acque reflue
depurate, l'utilizzo delle acque meteoriche, il miglioramento delle
tecnologie di dissalazione e l'impiego dell'intelligenza artificiale per
individuare le perdite rappresentano alcune delle leve fondamentali per
costruire una Puglia più resiliente".
Proprio il riuso delle acque reflue costituisce uno degli assi strategici
perseguiti dalla Regione Puglia, che negli ultimi anni ha affiancato agli
investimenti sulle reti idriche un'intensa attività di pianificazione,
innovazione e cooperazione europea. In questa direzione si inserisce anche
la leadership della Puglia nella partnership europea REMADE, dedicata al
riutilizzo delle acque reflue affinate e alla dissalazione, oltre al
percorso di adesione all'Alliance of European Regions on Water Resilience
and Preparedness for Climate Change, promossa dalla Regione Emilia-Romagna.
Centre della Commissione Europea, dell'Autorità di Bacino Distrettuale
dell'Appennino Meridionale, del mondo universitario e della ricerca
scientifica, approfondendo i temi della governance dell'acqua,
dell'adattamento climatico, della digitalizzazione delle reti, della
depurazione, del riuso delle acque e delle infrastrutture necessarie per
garantire sicurezza idrica e sviluppo sostenibile.