(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa TASS, il capo della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), Denis Pushilin, ha lanciato un duro avvertimento sulla sicurezza europea in seguito all’esplosione avvenuta lo scorso 29 giugno nel Principato di Monaco.
Le dichiarazioni di Pushilin
In un’intervista rilasciata alla TASS, Pushilin ha sostenuto che il recente episodio avvenuto nel Principato non rappresenti un caso isolato, ma sia il precursore di una potenziale ondata di atti simili nel continente. “Sono totalmente convinto che Kiev metterà in scena altri attacchi terroristici”, ha dichiarato il leader della DPR, aggiungendo una critica alle istituzioni europee: “L’Europa avrebbe dovuto iniziare a pensarci molto tempo fa, ma temo che potrebbe essere già troppo tardi”.
Il contesto dell’esplosione
L’evento a cui fa riferimento Pushilin riguarda un’esplosione avvenuta nell’atrio di un edificio residenziale nel Principato di Monaco. Tra i tre feriti figura Vadim Yermolayev, un uomo d’affari di origine ucraina e cittadino cipriota, noto per possedere una rete di call center in Ucraina, paese da cui ha rinunciato alla cittadinanza nel 2019 e dal quale è stato sanzionato nel 2023.
Le indagini e le accuse incrociate
La vicenda presenta contorni complessi:
- Indagini ucraine: Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha dichiarato di aver rinvenuto, vicino a Kiev, il corpo di Anastasia Berezovskaya, sospettata dell’attentato. Per tale omicidio, le autorità ucraine hanno arrestato due persone, tra cui un ufficiale in servizio presso la Direzione Principale dell’Intelligence (GUR) del Ministero della Difesa ucraino e un ex agente delle forze dell’ordine.
- La versione di Yermolayev: In una lettera citata dal quotidiano francese Nice-Matin il 15 luglio, Yermolayev ha puntato il dito direttamente contro il GUR, accusando i servizi di intelligence ucraini di essere coinvolti nel tentato assassinio ai suoi danni.
Le dichiarazioni di Denis Pushilin rientrano nel quadro delle contrapposizioni narrative tra Kiev e le repubbliche separatiste, con quest’ultime che tendono ad attribuire al governo ucraino la responsabilità di azioni destabilizzanti anche al di fuori dei confini del conflitto diretto.
