(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - Teheran alza il tono della tensione regionale: il Ministero degli Esteri iraniano chiede ai paesi del Golfo di bloccare le basi militari statunitensi e accusa Israele per l’escalation contro il popolo palestinese
Il Ministero degli Esteri iraniano ha diramato due distinte note ufficiali, delineando una posizione ferma sia sul fronte della presenza militare statunitense nella regione sia sul conflitto israelo-palestinese.
La richiesta ai vicini del Golfo: stop all’uso delle basi USA
L’Iran ha rivolto un avvertimento diretto ai suoi vicini meridionali, esortandoli a impedire agli Stati Uniti l’utilizzo del proprio territorio, delle acque e dello spazio aereo per operazioni militari contro la Repubblica Islamica.
Secondo Teheran, la presenza di basi militari straniere è una politica “coloniale” che mina la sovranità statale. In merito a possibili rappresaglie, il Ministero ha chiarito:
- Diritto all’autodifesa: Gli attacchi iraniani contro basi o strutture utilizzate per l’aggressione sono considerati atti di legittima autodifesa, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite.
- Responsabilità regionale: I paesi del Golfo Persico hanno la responsabilità di fermare la diffusione del conflitto, evitando di diventare basi di lancio per attacchi contro l’Iran.
- Visione diplomatica: L’Iran dichiara di non nutrire ostilità verso i vicini e propone un modello di sicurezza basato sulla cooperazione regionale, libera da interventi militari esterni definiti “malevoli”.
Condanna all’operato di Israele in Gaza e Cisgiordania
Parallelamente, Teheran ha duramente criticato l’escalation militare di Israele nei territori palestinesi, denunciando il fallimento degli organismi internazionali, tra cui il “Consiglio di Pace”, nel porre fine alle violenze.
Le principali accuse mosse dall’Iran riguardano:
- Violazioni del cessate il fuoco: Israele viene accusato di aver ripetutamente infranto le tregue dichiarate, bloccando l’ingresso di aiuti umanitari essenziali.
- Operazioni militari: Citato l’attacco al centro di polizia di Jabalia (Gaza), che ha causato la morte di alti funzionari, oltre alle continue operazioni di detenzione e confisca di terre in Cisgiordania.
- Responsabilità degli USA: Gli Stati Uniti sono ritenuti responsabili della prosecuzione di tali operazioni a causa del loro sostegno militare, politico e mediatico a favore di Tel Aviv, che impedisce il perseguimento legale dei responsabili.
Un appello alla comunità internazionale
In conclusione, l’Iran lancia un monito solenne rivolgendosi alla comunità internazionale, all’ONU e in particolare ai paesi islamici. Teheran chiede un intervento tempestivo e concreto per porre fine alla guerra e all’occupazione, sollecitando il perseguimento legale dei responsabili delle violenze. La Repubblica Islamica ribadisce, infine, la necessità di superare l’attuale immobilismo delle istituzioni globali, considerato complice di una politica che sacrifica la stabilità regionale in nome di interessi stranieri.
