(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - "Guardare all'Iran di oggi significa guardare negli occhi una delle grandi sfide del nostro tempo. Il futuro dell'Iran non riguarda soltanto il popolo iraniano: riguarda gli equilibri del Medio Oriente, la sicurezza internazionale, la stabilità economica e, di conseguenza, anche il futuro delle democrazie occidentali. Esiste un imperativo strategico che non possiamo ignorare: la stabilità. Perché la stabilità dell'Iran significa sicurezza per l'intera regione, tutela delle rotte commerciali, equilibrio energetico e maggiore sicurezza anche per il nostro Paese. Ma nessuna strategia può essere costruita voltandosi dall'altra parte. La democrazia non si esporta: si conquista. E il popolo iraniano, con il suo coraggio, ci ricorda ogni giorno che la libertà non appartiene all'Occidente: appartiene all'umanità. Siamo in Italia, una Nazione che ha fatto del diritto, della libertà e della dignità della persona i pilastri della propria Costituzione. Per questo abbiamo un dovere politico, ma prima ancora morale: non restare in silenzio. Chi crede nella responsabilità delle istituzioni sa che la democrazia non nasce dal caos. E il regime teocratico iraniano rappresenta oggi uno dei principali fattori di instabilità della regione. La repressione del dissenso, le esecuzioni capitali, la sistematica violazione dei diritti umani e il sostegno ad attori armati che alimentano tensioni regionali sono incompatibili con un ordine internazionale fondato sulla pace e sul rispetto del diritto. Per questo una transizione democratica non rappresenta un elemento di instabilità: rappresenta, al contrario, la più solida garanzia di stabilità duratura. L'Iran del futuro dovrà essere considerato un grande Paese con cui costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco, sulla cooperazione economica e sulla pace. Quel futuro, però, potrà essere costruito soltanto dagli iraniani. Nessuno deve sostituirsi a loro. Il nostro compito è sostenere chi, dentro e fuori l'Iran, lavora pacificamente per una società libera, democratica e rispettosa dei diritti fondamentali. In questo percorso riconosciamo il ruolo di Maryam Rajavi e del suo Piano in dieci punti, che propone un Iran fondato sul pluralismo, sulla separazione tra religione e Stato, sull'uguaglianza tra donne e uomini, sull'abolizione della pena di morte, sullo Stato di diritto e sul pieno rispetto dei diritti umani. L'Italia deve continuare a fare la propria parte, con il coraggio delle proprie idee e con la forza della propria tradizione diplomatica. Condanno con assoluta fermezza le minacce e le dichiarazioni ostili rivolte all'Italia, alle nostre istituzioni e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nessuna intimidazione potrà mai condizionare una democrazia. L'Italia continuerà a difendere i propri valori, la propria libertà e il diritto dei popoli a scegliere democraticamente il proprio futuro. Se un regime autoritario considera la libertà una minaccia, significa che la libertà è la sua più grande debolezza. Noi continueremo a stare dalla parte della libertà, dalla parte del popolo iraniano e dalla parte di un Iran democratico, in pace con il mondo".
Lo ha detto Naike Gruppioni, deputato di Fratelli d'Italia in commissione Affari Esteri, durante la conferenza da lei promossa "Iran del Futuro", che si è tenuta oggi in sala della Regina alla Camera.