(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - PER DICHIARARE L'INTERESSE PUBBLICO DELL'INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE
DELLA VILLA CONFISCATA CHE OSPITERÀ IL MICRONIDO DELLA MARINA
Su proposta congiunta degli assessori alla Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale, Nicola Grasso, e alla Rigenerazione urbana e sociale, Giovanna Iacovone, la giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi la proposta di deliberazione da sottoporre al Consiglio comunale per dichiarare l'interesse pubblico dell'intervento di riqualificazione della villa confiscata alla criminalità organizzata in strada della Marina 104, a San Giorgio (Torre a Mare), destinata a diventare un micronido d'infanzia (cd. micronido della Marina).
L'intervento, del valore complessivo di 1,5 milioni di euro, è finanziato nell'ambito dell'Investimento di Stato INV6C1I1.1.1 (già PNRR – Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie) e rappresenta uno dei progetti più significativi di riutilizzo sociale del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata sul territorio cittadino.
La deroga riguarda esclusivamente alcuni aspetti edilizi – tra cui volumetria, altezza, distanze e standard dei parcheggi – necessari per adeguare l'immobile alle funzioni educative e ai requisiti attualmente richiesti per una struttura destinata alla prima infanzia, senza modificarne la destinazione urbanistica, già compatibile con la realizzazione di un asilo nido.
Il progetto, come noto, prevede il recupero e la rifunzionalizzazione della villa confiscata per ospitare un micronido rivolto ai bambini da 3 a 36 mesi, colmando una storica carenza di servizi educativi nella zona di San Giorgio-Torre a Mare e offrendo un importante supporto alle famiglie anche in termini di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
L'intervento assume inoltre un forte valore simbolico: un immobile sottratto alle mafie verrà restituito alla collettività trasformandosi in uno spazio dedicato ai bambini, all'educazione e alla legalità. Il recupero del bene contribuirà anche alla rigenerazione urbana dell'area, rafforzando la presenza di servizi pubblici e il presidio sociale del territorio.
"Con questo provvedimento – dichiara Nicola Grasso – compiamo un ulteriore passo nel percorso che trasforma un bene confiscato alla criminalità organizzata in un luogo di crescita, inclusione e futuro. È questa l'essenza del riutilizzo sociale dei beni confiscati: restituire ai cittadini ciò che era stato sottratto dalla violenza e dall'illegalità, generando nuove opportunità per la comunità. Destinare questa villa a un micronido significa investire contemporaneamente nella legalità, nell'educazione e nel welfare, offrendo un servizio essenziale in un quartiere che ne è storicamente sprovvisto. Il messaggio è chiaro: dove prima c'era il simbolo del potere mafioso, sorgerà uno spazio dedicato ai bambini, alle famiglie e ai valori della convivenza civile".
Parliamo di un intervento edilizio piccolo, mirato e minimale, capace però di produrre un effetto moltiplicatore sul piano sociale: un contenuto incremento volumetrico, l'adeguamento dell'altezza dell'edificio, la ridefinizione di alcune distanze e una diversa organizzazione degli standard a parcheggio consentono di restituire alla comunità un bene confiscato e trasformarlo in un luogo quotidiano di educazione, cura, relazione e presenza pubblica.
Anche la scelta relativa ai parcheggi va in questa direzione: destinare integralmente l'area esterna della villa ai bambini, al verde, al gioco e alle attività educative all'aperto. La sosta veicolare sarà garantita negli spazi pubblici immediatamente adiacenti, assicurando qualità, sicurezza e piena fruibilità degli spazi destinati all'infanzia.
Questa è, per noi, il senso di una rigenerazione urbana e sociale nel suo senso più concreto: recuperare un patrimonio esistente, orientare la trasformazione verso il riuso del costruito, restituire alla città un bene confiscato e farne un servizio capace di produrre valore sociale. La rifunzionalizzazione della villa porterà ogni giorno in quel luogo bambine, bambini, famiglie, educatrici, educatori e operatori, costruendo un presidio stabile di legalità, presenza pubblica e vitalità urbana. Un bene confiscato diventa così uno spazio restituito alla città e al futuro dei suoi bambini. È questo il valore politico e amministrativo della proposta: mettere la tecnica urbanistica al servizio dell'interesse pubblico e dare risposte concrete ai bisogni delle persone, soprattutto quando sono in gioco servizi educativi, qualità urbana e giustizia sociale".
Il progetto, già finanziato e affidato mediante appalto integrato, ha concluso positivamente la Conferenza dei servizi. Con il passaggio in Consiglio comunale sarà possibile completare il procedimento urbanistico necessario per procedere alla validazione del progetto esecutivo e al successivo avvio dei lavori.





