(AGENPARL) - Roma, 10 Luglio 2026 - Nel pomeriggio di ieri, giovedì 9 luglio, alla Sala Matteotti della Camera dei Deputati, istituzioni, imprese, ricerca e pubbliche amministrazioni si sono confrontate sul ruolo delle tecnologie dello spazio per il governo del territorio. L’incontro, promosso dal Gruppo GeneGIS, ha acceso i riflettori sull’utilizzo dei dati satellitari e dell’Osservazione della Terra come strumenti strategici per migliorare i processi decisionali, rafforzare la sicurezza, monitorare le infrastrutture e supportare la pianificazione territoriale.
Ad aprire i lavori è stato Salvatore Cincotti – fondatore e owner del Gruppo GeneGIS – che ha sottolineato come le tecnologie spaziali siano oggi patrimonio non solo delle grandi imprese ma anche delle pubbliche amministrazioni, chiamate a utilizzare dati sempre più tempestivi e accurati per governare il territorio. Cincotti ha inoltre evidenziato come gli investimenti realizzati attraverso il PNRR costituiscano una base strategica per rendere questi servizi sempre più diffusi e accessibili.
Gabriella Costa – IRIDE Project Manager dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) – ha ricordato come il PNRR abbia rafforzato la competitività dell’Italia nel settore spaziale, creando nuove capacità industriali e nuovi servizi destinati alle pubbliche amministrazioni. «Lavoriamo con le principali pubbliche amministrazioni che sono responsabili del controllo e del monitoraggio del territorio: ad esempio il Dipartimento della Protezione Civile, ISPRA, Consiglio Nazionale delle Ricerche. Avere questi enti coinvolti nell’implementazione del progetto ci ha permesso di capire fino in fondo le loro necessità e di sviluppare dei prodotti che servono già direttamente ad alimentare i loro sistemi. Gli Enti utilizzeranno questi dati per migliorare le loro attività: monitorare le coste, il suolo, la sicurezza, la gestione delle emergenze».
Per Stefano Gualandris – Consigliere di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) – l’Italia è oggi tra i principali attori mondiali nel campo dell’Osservazione della Terra e la sfida consiste nel trasformare la grande mole di dati disponibili in strumenti operativi al servizio del Paese. «L’ASI può aiutare tutto il comparto industriale nella ricerca, non tanto scientifica quanto di tipo industriale, e nel fornire servizi. Parliamo ad esempio di servizi antincendio, dell’analizzare in anticipo il rischio, della possibilità di recuperare persone disperse in mare, di servizi di soccorso alpino. Non c’è solo l’industria o la difesa, ma c’è soprattutto la salvaguardia e il miglioramento della vita umana».
Nel corso della seconda sessione, Fabrizio Curcio – Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione territori colpiti dalle alluvioni del 2023 verificatosi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche – ha evidenziato come i dati satellitari rappresentino uno strumento ormai indispensabile sia nella gestione delle emergenze sia nella pianificazione territoriale. «L’importanza del dato non è una novità. L’impiego dei dati integrati, tra cui anche quelli satellitari, ha sia una funzione operativa sia applicazioni nelle valutazioni delle aree esondabili e dei corsi d’acqua. C’è quindi uno spettro di informazioni molto importante, utile nella fase emergenziale ma anche nella fase di programmazione e pianificazione del territorio. È evidente che lo sforzo che il Paese ha fatto per arrivare a questo livello di tecnologia ha poi la necessità di essere mantenuto».
Roberto Tartaglia Polcini – CEO GeneGIS GI e MAPSAT – ha spiegato come le tecnologie satellitari di Osservazione della Terra sviluppate dal gruppo GeneGIS siano pensate per offrire strumenti concreti a supporto delle decisioni di chi governa il territorio. L’approccio adottato parte dalle esigenze degli utenti finali, con soluzioni costruite insieme agli enti che dovranno utilizzarle. Un esempio è il monitoraggio dell’erosione costiera: attraverso i dati satellitari è possibile valutare non solo l’evoluzione della linea di costa, ma anche l’efficacia degli interventi di protezione.















