(AGENPARL) - Roma, 10 Luglio 2026 - Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
«Le conclusioni preliminari dell'indagine della Commissione europea su Meta segnano una svolta importante. Finalmente si afferma un principio fondamentale: se alcune funzionalità sono progettate per trattenere gli utenti il più a lungo possibile e possono favorire comportamenti compulsivi, soprattutto tra bambini e adolescenti, allora non siamo di fronte soltanto a una questione educativa. È una responsabilità di chi quelle piattaforme le progetta, le gestisce e ne ricava profitti». Lo dichiara Sandro Ruotolo, Eurodeputato e responsabile Informazione nella Segreteria nazionale del Partito Democratico.
«Ma non basta. Questo deve essere solo l'inizio. L'applicazione rigorosa della legge sui servizi digitali (DSA) è indispensabile, ma da sola non è sufficiente. Serve un cambiamento culturale e politico nel modo in cui pensiamo la sicurezza online. Per anni abbiamo chiesto ai ragazzi di imparare a difendersi dai rischi della rete, oggi dobbiamo chiedere alle piattaforme di non costruire quegli stessi rischi. Se milioni di giovani crescono nello spazio digitale, allora quello spazio deve essere progettato nel rispetto dei loro diritti e del loro benessere.»
«È esattamente il cambio di paradigma che proponiamo nel report sul tema dell'impatto dei social media e del mondo online sui giovani, di cui siamo relatori al Parlamento europeo e che martedì prossimo sarà votato dalla Commissione Cultura. Il messaggio è semplice: non possiamo continuare a considerare la tutela dei minori una responsabilità quasi esclusivamente delle famiglie, della scuola o dei ragazzi stessi. Le piattaforme devono assumersi una responsabilità diretta nella progettazione dei loro servizi. La sicurezza deve essere incorporata nell'architettura degli ambienti digitali fin dall'inizio e non diventare un rimedio quando il danno si è già prodotto.»
