(AGENPARL) - Roma, 9 Luglio 2026 - Il dibattito sulla riforma della legge elettorale torna al centro del confronto politico, con proposte che spaziano dal ritorno al sistema proporzionale fino alla revisione dei meccanismi di rappresentanza e governabilità. Tra i temi più discussi figurano il premio di maggioranza, le preferenze, le liste bloccate e le soglie di sbarramento, questioni che incidono direttamente sull’equilibrio tra rappresentatività democratica e stabilità dei governi.
In questa intervista la senatrice Marinella Pacifico espone la propria visione di una riforma elettorale che definisce “costituzionalmente corretta”, fondata su un sistema proporzionale puro, privo di premio di maggioranza e accompagnato da una soglia di sbarramento contenuta, compresa tra l’1% e il 2%.
Secondo la parlamentare, il superamento del premio di maggioranza rappresenterebbe un passaggio necessario per garantire il pieno rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione e richiamati anche dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Allo stesso tempo, Pacifico difende il mantenimento delle liste bloccate, ritenendole uno strumento capace di rafforzare la responsabilità politica dei partiti nella selezione della classe dirigente e di limitare fenomeni di clientelismo e voto di scambio che, a suo giudizio, potrebbero ripresentarsi con il ritorno delle preferenze.
Nel corso dell’intervista vengono inoltre affrontati i principali precedenti storici della legislazione elettorale italiana, il ruolo delle segreterie di partito nella scelta dei candidati e il delicato equilibrio tra rappresentanza, governabilità e tutela dei principi costituzionali.
Intervista alla Senatrice Marinella Pacifico: “Per una riforma elettorale proporzionale, responsabile e costituzionalmente corretta”
Domanda: Senatrice Pacifico, la legge elettorale in discussione prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate, senza preferenze. Qual è la sua posizione complessiva?
Sen. Pacifico: Sono favorevole a liste bloccate (o semi-bloccate con ordine deciso dai partiti), perché le segreterie assumono piena responsabilità politica delle candidature. Questo garantisce selezione più trasparente e riduce i rischi di infiltrazioni rispetto alle preferenze, che storicamente hanno favorito clientelismo e voto di scambio.
Domanda: Cosa pensa invece del premio di maggioranza?
Sen. Pacifico: Va sicuramente eliminato. Il premio di maggioranza attribuisce automaticamente una quota extra di seggi (ad esempio 70 alla Camera) alla coalizione o lista che supera una certa soglia di voti, anche se questa non ha ottenuto il 50%+1 dei consensi. La Corte Costituzionale lo ha dichiarato più volte incostituzionale (sentenze n. 1/2014 e n. 35/2017) perché viola i principi di uguaglianza del voto (art. 48 Cost.) e di razionalità della rappresentanza (art. 3 Cost.): altera artificialmente la proporzionalità tra voti ottenuti e seggi assegnati, creando maggioranze parlamentari “gonfiate” senza adeguato consenso popolare. Meglio un proporzionale puro corretto solo da soglie di sbarramento.
Domanda: A proposito di soglie di sbarramento, qual è la sua proposta?
Sen. Pacifico: Sarebbe auspicabile una soglia nazionale tra l’1% e 2%. Una soglia così contenuta costringerebbe il governo a includere forze politiche reali e radicate nel Paese, evitando coalizioni forzate o maggioranze artificiose. Questo favorirebbe una rappresentanza più fedele alla pluralità dell’elettorato italiano, senza eccessiva frammentazione.
Domanda: Può ricordarci le ragioni storiche che hanno portato alla limitazione delle preferenze?
Sen. Pacifico:: Le preferenze multiple furono uno dei pilastri della Prima Repubblica. Il referendum del 1991 le ridusse a una sola, segnando l’inizio della loro forte limitazione. Le successive riforme (fino alle liste bloccate) nacquero proprio per contrastare abusi clientelari e controllo del voto da parte di apparati e, in alcune aree, della criminalità organizzata.
Domanda: Quali rischi concreti vede nel reintrodurre le preferenze?
Sen. Pacifico: Il principale rischio è il ritorno del voto di scambio politico-mafioso, ampiamente documentato nelle elezioni locali e regionali. Esempi come il caso Zambetti in Lombardia (200mila euro per 4.000 preferenze a una cosca di ‘ndrangheta) o i numerosi scioglimenti di consigli comunali per infiltrazioni mafiose dimostrano come le preferenze facilitino pacchetti di voti controllati da interessi illeciti. A livello parlamentare il pericolo sarebbe analogo.
Domanda: In che modo liste bloccate e segreterie di partito aiutano?
Sen. Pacifico: Le segreterie assumono piena responsabilità delle candidature e della loro elezione. Se un parlamentare delude o risulta inadeguato, la responsabilità ricade sul partito, non su un meccanismo individuale distorto. È un sistema più trasparente e meno esposto a condizionamenti esterni.
Domanda: I critici dicono che senza preferenze i cittadini perdono potere di scelta…
Sen. Pacifico: I cittadini scelgono il partito e la linea politica: questa è la decisione fondamentale. Con una soglia del 1.%- 2%, senza premio di maggioranza e con liste ordinate dai partiti, si ottiene un Parlamento stabile, rappresentativo e costituzionalmente corretto, lontano dai rischi del passato.
Conclusione dell’intervista: La Senatrice Marinella Pacifico propone una riforma proporzionale pura con liste bloccate, soglia di sbarramento tra l’1 % e il 2%, eliminazione del premio di maggioranza e piena responsabilità delle segreterie di partito. Una visione orientata alla stabilità, alla trasparenza e al rispetto rigoroso della Costituzione.
