(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - 20 giorni di lavoro non pagati. Questo è il dato con cui le lavoratrici e i
lavoratori devono realmente fare i conti a fronte della perdita del potere
di acquisto in questi anni. Dal 2021 è stata del 6%. L'Italia registra il
dato peggiore dell' insieme dei paesi dell'OCSE. Le prospettive per l'anno
lavoro povero, precario, sottopagato, il par time involontario. Decenni di
egemonia del pensiero liberale, di politiche liberiste, di pratiche
concertative hanno garantito i profitti delle imprese, la rendita
finanziaria e immobiliare. Il risultato è sotto i nostri occhi.
È la lunga stagnazione dell'economia italiana dal lato degli investimenti,
della crescita delle produzioni, della produttività e dei salari.
Ora la questione è molto semplice. La lunga stagnazione italiana ha la sua
origine nello schiacciamento verso il basso delle condizioni del lavoro, la
subalternità di chi ha governato questo paese nell'interesse delle imprese,
alle logiche del mercato. Questo governo ha nel blocco di interessi che ha
prosperato in questa condizione la sua base sociale. Da questa parte non ci
si può aspettare che il peggio. L'alternativa non può, quindi, che partire
dal rovesciamento delle politiche liberiste, dalla crescita dei salari
delle pensioni e dall' abrogazione delle leggi che hanno costruito la
gabbia della precarietà. Non basta, serve certamente molto altro per
affrontare le conseguenze della crisi del modello liberale, l' incombere
dell' economia di guerra e gli effetti devastanti della rottura degli
equilibri naturali e i cambiamenti climatici. Intanto però una cosa è
chiara, servono discontinuità e rottura con le politiche neoliberiste che
ci hanno portato a questa condizione. Servono l'introduzione di un salario
minimo ct orario, (10 euro non possono bastare tantomeno 9 per garantire
una vita dignitosa oggi), l'indicizzazione dei salari adeguata all'
inflazione, l' intervento pubblico e un piano per il lavoro, la fine della
precarietà, una tassa sui grandi patrimoni, sull'1% più ricco per
finanziare la sanità, la scuola, il diritto all'abitare.
Su queste basi bisogna costruire l' alternativa non solo al governo Meloni
ma anche alle politiche anche dei governi tecnici e di centrosinistra.
del Partito della Rifondazione Comunista
