(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - Il percorso verso il nucleare sostenibile di nuova generazione entra in una fase decisiva con l’avanzamento degli atti attuativi previsti dalla cosiddetta Legge Pichetto, la legge delega approvata nel 2024 che ha riaperto formalmente il dossier nucleare in Italia dopo oltre un decennio di sospensione. La norma, inserita nel quadro della politica energetica nazionale e collegata agli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, attribuisce al Governo un mandato chiaro: definire entro dodici mesi un sistema regolatorio completo per l’introduzione nel mix energetico italiano delle tecnologie nucleari innovative, in particolare i piccoli reattori modulari e le soluzioni di quarta generazione. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che l’intero pacchetto dei decreti legislativi sarà pronto entro Natale 2026, rispettando la tempistica fissata dal Parlamento e garantendo così un quadro normativo stabile per gli investimenti industriali e scientifici.
Il nuovo impianto regolatorio dovrà coordinarsi con la legislazione italiana vigente in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione, che si fonda sul decreto legislativo 101 del 2020, attuativo della direttiva europea 2013/59 Euratom, e sul decreto legislativo 45 del 2014, che recepisce la direttiva 2011/70 Euratom sulla gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. A questi si aggiunge il ruolo centrale dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, istituito con il decreto legislativo 45 del 2014 e responsabile della vigilanza tecnica, dell’autorizzazione degli impianti e della supervisione dei requisiti di sicurezza. Gli atti attuativi della Legge Pichetto dovranno quindi definire le procedure autorizzative, i criteri di localizzazione, i requisiti di sicurezza, le modalità di gestione dei materiali e il coordinamento con la filiera industriale e scientifica nazionale, che comprende ENEA, RSE, Sogin, Ansaldo Nucleare e numerosi centri di ricerca universitari.
Il quadro europeo rappresenta un elemento essenziale di riferimento. La tassonomia verde dell’Unione europea, adottata con il regolamento delegato del 2022, include il nucleare tra le attività sostenibili a determinate condizioni, riconoscendone il contributo alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica. Il Green Deal europeo e il pacchetto Fit for 55 considerano l’energia nucleare una fonte programmabile utile a garantire stabilità e riduzione delle emissioni, mentre il trattato Euratom continua a costituire la base giuridica per la sicurezza, la ricerca e la cooperazione nel settore. La Commissione europea ha inoltre ribadito che gli Stati membri sono liberi di scegliere il proprio mix energetico, purché rispettino gli standard di sicurezza e le normative europee in materia di radioprotezione e gestione dei rifiuti.
Il MASE ha evidenziato come la domanda elettrica italiana sia destinata a crescere in modo significativo nei prossimi quindici anni, passando dagli attuali 315 miliardi di chilowattora ad almeno cento miliardi in più, una dinamica legata all’elettrificazione dei consumi, alla mobilità elettrica, alle pompe di calore e alla digitalizzazione industriale. In questo scenario, il nucleare sostenibile viene presentato come una tecnologia in grado di affiancare le rinnovabili garantendo continuità, programmabilità e stabilità del sistema elettrico, riducendo al contempo la dipendenza dalle importazioni di gas e contribuendo alla sicurezza energetica nazionale. Il Ministro ha ricordato che il dibattito italiano è ancora segnato dai referendum del 1987 e del 2011, ma che oggi il settore si basa su tecnologie completamente diverse, caratterizzate da standard di sicurezza più elevati, dimensioni ridotte, modularità, minore produzione di rifiuti e maggiore integrazione con le reti elettriche ad alta penetrazione rinnovabile.
L’incontro “Da Fermi al Futuro”, organizzato dal MASE in collaborazione con Unioncamere, ha mostrato un settore in forte fermento, con imprese italiane coinvolte in progetti internazionali su reattori veloci al piombo, soluzioni di fusione magnetica e tecnologie di nuova generazione che potrebbero trovare applicazione industriale entro il prossimo decennio. Il tema rimane centrale nel dibattito energetico italiano perché si intreccia con la sicurezza degli approvvigionamenti, la competitività industriale, la riduzione delle emissioni e la capacità del Paese di affrontare la transizione energetica con un mix equilibrato di fonti rinnovabili e programmabili. La sfida sarà definire un quadro regolatorio chiaro, trasparente e coerente con gli standard europei, capace di garantire sicurezza, sostenibilità e accettabilità sociale, elementi indispensabili per il ritorno del nucleare nel sistema energetico nazionale.
LINK MASE – Nucleare sostenibile, “Da Fermi al Futuro”:
ISIN – Sicurezza nucleare: https://www.isinucleare.it Direttiva 2013/59 Euratom – radioprotezione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32013L0059
(eur-lex.europa.eu ) Direttiva 2011/70 Euratom – gestione rifiuti: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32011L0070
(eur-lex.europa.eu ) Tassonomia UE – energia e clima: https://finance.ec.europa.eu/sustainable-finance (finance.ec.europa.eu )
Green Deal europeo: https://ec.europa.eu