(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - "Le parole del segretario generale della NATO sono estremamente gravi e non possono essere liquidate come un incidente diplomatico. Se quanto affermato da Mark Rutte corrisponde al vero, il Governo ha il dovere di spiegare immediatamente al Parlamento e al Paese quale sia stato il livello di coinvolgimento dell'Italia nel conflitto contro l'Iran."
Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione politiche europee, commentando le dichiarazioni del segretario generale dell'Alleanza Atlantica, ad Agorà su Rai3
"Non bastano conferenze stampa o dichiarazioni estemporanee. Il Governo venga in Parlamento a chiarire un punto fondamentale: qual è stata l'effettiva compartecipazione del nostro Paese a un'operazione militare che giudichiamo illegale, sbagliata e priva di una strategia politica? Se dall'Italia sono realmente partite attività di supporto operativo, siamo di fronte a una questione che investe direttamente il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa."
"Esiste un discrimine molto sottile tra il supporto logistico consentito dagli accordi internazionali e una partecipazione che potrebbe configurare un coinvolgimento ben diverso. Per questo occorre fare piena luce. Oggi c'è una domanda semplice che il Governo non può più eludere: chi dice la verità? La NATO o il Governo italiano?"
"In questi mesi abbiamo ascoltato dichiarazioni ambigue della Presidente del Consiglio, che ha affermato di non condividere ma neppure di condannare questa guerra. Se a queste parole si aggiungono ora quelle di Rutte, il rischio è che il Paese sia stato progressivamente trascinato in un conflitto senza che gli italiani ne fossero pienamente consapevoli soprattutto, senza la preventiva e necessaria autorizzazione del Parlamento".
"Non può restare alcun velo di opacità su una vicenda così delicata. Il Governo Meloni ha il dovere politico e istituzionale di riferire immediatamente alle Camere, chiarendo se l'Italia abbia partecipato, in quale misura e sulla base di quali decisioni, a un'operazione militare che solleva interrogativi gravissimi sul rispetto della Costituzione e sulla trasparenza nei confronti del Parlamento e dei cittadini."
Roma, 26 giugno 2026