(AGENPARL) - Roma, 24 Giugno 2026 - Pyongyang accelera sulla modernizzazione del proprio comparto navale. Con la cerimonia di messa in servizio del cacciatorpediniere Choe Hyeon – avvenuta al porto di Nampo – il leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), Kim Jong Un, ha ufficializzato il passaggio della Marina da forza di difesa costiera a strumento di proiezione strategica.
Il cambio di paradigma: dalla stagnazione alla deterrenza
L’entrata in servizio della nuova ammiraglia, costruita interamente con risorse e tecnologia domestiche, segna, secondo le parole di Kim, la fine di un decennio di stagnazione industriale. L’aspetto cruciale della strategia di Pyongyang risiede nel salto di qualità del comparto: la Marina, tradizionalmente considerata il ramo più debole delle forze armate nordcoreane, viene ora riposizionata come una forza strategica.
L’obiettivo dichiarato è l’integrazione di capacità di deterrenza nucleare in grado di pattugliare le aree marittime e colpire preventivamente le risorse nemiche. Questo mutamento dottrinale mira esplicitamente ad alterare l’equilibrio militare nell’area, sfidando lo status quo regionale attraverso l’industrializzazione di massa di incrociatori e sistemi sottomarini avanzati.
Orizzonte industriale: la rotta verso le 10.000 tonnellate
Il piano di modernizzazione non si ferma al Choe Hyeon. Kim Jong Un ha delineato una roadmap chiara che prevede, a breve termine, l’immissione in servizio dell’unità Kang Geon. Tuttavia, la sfida principale per il comparto cantieristico della RPDC è rappresentata dal progetto di navi strategiche da 10.000 tonnellate.
L’impegno del governo si è tradotto anche in una direttiva specifica del Comitato Centrale del Partito per la costruzione di nuove basi navali, indispensabili per ospitare una flotta di dimensioni superiori rispetto agli standard attuali. Con il test operativo completato con successo dal Choe Hyeon, il comparto industriale di Pyongyang sembra aver superato le barriere tecniche che ne limitavano la produzione su larga scala, ponendo le premesse per una fase di crescente assertività marittima.
