(AGENPARL) - Roma, 24 Giugno 2026 - *Electrolux. Ciriani (FdI-Ecr): "La proposta di riforma del CBAM è
inadeguata, continueremo a batterci per reinserire garanzie per la
produzione di elettrodomestici in Italia"*
"Il voto di oggi sull'opinion della Commissione ITRE alla proposta di
revisione del CBAM rappresenta un'occasione persa. In una fase in cui
intere filiere industriali europee sono sotto pressione, serviva un testo
più coraggioso, più realistico e più vicino alle esigenze di chi produce in
Europa. La crisi Electrolux, che coinvolge stabilimenti strategici del Nord
Est e l'intera filiera dell'elettrodomestico, dimostra con chiarezza quanto
sia fragile oggi la tenuta industriale europea". Lo dichiara *Alessandro
Ciriani*, eurodeputato di Fratelli d'Italia-ECR e relatore ombra in
Commissione ITRE sulla proposta di revisione del CBAM.
"Nel compromesso finale – prosegue Ciriani – riconosciamo alcuni
miglioramenti tecnici. È positiva, in particolare, l'inclusione, come da
noi richiesto, di codici relativi al settore dell'elettrodomestico e del
cosiddetto bianco, perché va nella direzione che abbiamo sostenuto fin
dall'inizio: evitare che componenti e input prodotti in Europa siano
penalizzati dal costo del carbonio mentre il prodotto finito realizzato
fuori dall'Unione entra nel mercato europeo senza oneri equivalenti".
"Tuttavia, questi passi avanti non bastano – continua l'eurodeputato -. Il
compromesso finale resta insufficiente perché non offre garanzie adeguate
per l'insieme delle filiere industriali europee, a partire dagli
utilizzatori a valle. Se vogliamo davvero difendere settori come
l'elettrodomestico, non possiamo limitarci ad allargare il perimetro del
CBAM senza prevedere strumenti efficaci per evitare nuovi costi, nuove
distorsioni e ulteriori svantaggi competitivi per chi produce in Europa".
"È particolarmente grave – sottolinea Ciriani – la cancellazione
dell'articolo 27a, che rappresentava una clausola di salvaguardia
fondamentale. Non era una deroga generalizzata, ma una valvola di sicurezza
da utilizzare in ultima istanza in caso di gravi effetti sul mercato
interno, sulle catene di approvvigionamento o sugli utilizzatori europei.
Una tutela importante anche per settori esposti come quello agricolo, già
colpito dall'aumento dei costi produttivi e dalle tensioni sui mercati
internazionali".
"Altrettanto preoccupante è il mancato riferimento chiaro alla sospensione
dell'eliminazione graduale automatica delle quote gratuite ETS qualora il
CBAM non dimostri di proteggere realmente la produzione europea. Prima di
togliere alle imprese una protezione esistente, bisogna verificare che il
nuovo meccanismo sia davvero in grado di prevenire delocalizzazioni,
perdita di produzione e chiusure aziendali".
"Per queste ragioni – conclude Ciriani – abbiamo votato contro l'opinion in
Commissione ITRE. Avevamo l'occasione di correggere il CBAM e renderlo uno
strumento più efficace, realistico e al servizio della produzione europea.
È stato scelto, invece, un compromesso insufficiente. Ma la partita non
finisce qui: continueremo a batterci in tutte le prossime fasi del dossier,
dal passaggio in plenaria fino al negoziato con il Consiglio, per
reinserire quelle garanzie che oggi sono state cancellate o indebolite. Lo
faremo in piena coerenza con l'azione del Governo italiano, che in Europa
sta difendendo competitività, lavoro e filiere produttive. Continueremo a
batterci per correggere un'impostazione che rischia di penalizzare chi
produce in Europa e costruire una politica climatica che tuteli ambiente,
industria, Made in Italy e Made in Europe, senza trasformarsi in un fattore
di deindustrializzazione".
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