(AGENPARL) - Roma, 14 Giugno 2026 - WASHINGTON D.C. — Con il comunicato stampa n. 10-26 del 12 giugno 2026, l’Office of the Director of National Intelligence (ODNI) ha ufficialmente squarciato il velo su una delle questioni più controverse degli ultimi anni: la rete di oltre 120 biolaboratori finanziati dal governo degli Stati Uniti in più di 30 Paesi. Il Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI), Tulsi Gabbard, ha reso noto che la documentazione relativa a tali strutture — inclusa la rete presente in Ucraina — è stata declassificata e resa accessibile al pubblico.
L’ammissione ufficiale sui rischi e i finanziamenti Secondo quanto dichiarato dall’ODNI, la comunità di intelligence ha confermato che molti di questi laboratori hanno operato, con scarsa supervisione, nella ricerca su agenti patogeni altamente contagiosi, includendo in alcuni casi studi di Gain-of-Function. Il documento chiarisce che la permanenza di tali strutture in zone di conflitto, come quella in corso tra Russia e Ucraina, espone il territorio e la sicurezza globale a rischi elevati di “compromissione, sequestro o danno”.
La rottura con il passato Il comunicato segna una netta discontinuità rispetto alla gestione dell’amministrazione precedente. Il DNI Gabbard ha espresso parole durissime verso i vertici del passato, accusando esplicitamente figure come il dottor Fauci e i funzionari dell’amministrazione Biden di aver “mentito al popolo americano” sull’esistenza stessa dei laboratori e di aver attuato azioni di ostilità verso chiunque tentasse di sollevare dubbi sulla questione. La nota ufficiale sottolinea come il Presidente Trump sia intervenuto il 25 maggio 2025 (con l’ordine esecutivo EO 14292) per porre fine al finanziamento federale di tale tipologia di ricerca in tutto il mondo.
Il ruolo di Agenparl
La conferma odierna dell’ODNI valida pienamente quanto da noi denunciato anni fa. Già nel 2022, Agenparl sollevava dubbi sulla gestione dei biolaboratori (agenparl.eu) e sulla natura delle ricerche condotte (agenparl.eu), una battaglia informativa proseguita fino allo scorso maggio quando il tema è esploso definitivamente al centro del dibattito internazionale come da noi ampiamente documentato
(agenparl.eu). Quello che all’epoca veniva definito dai detrattori come “complottismo”, oggi trova riscontro ufficiale nei documenti declassificati dal DNI chiudendo definitivamente il cerchio sulla nostra linea editoriale.
Verso una nuova trasparenza Il DNI Gabbard ha annunciato nuove direttive alla comunità di intelligence per intensificare la raccolta di dati su queste strutture all’estero, promettendo di fare chiarezza su ogni aspetto etico e finanziario delle passate iniziative di “salute pubblica”. La declassificazione odierna non è dunque solo un atto amministrativo, ma il riconoscimento formale di una gestione che ha minacciato, per lungo tempo, la sicurezza nazionale americana e la salute globale.
