(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - Consiglio
La seconda parte della discussione generale del disegno di legge provinciale n. 70/26: Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio; la replica della Giunta. È proseguita nel tardo pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, la discussione generale del disegno di legge provinciale n. 70/26: Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio.Secondo Zeno Oberkofler (Gruppo verde), la scuola è un luogo delle opportunità, nonché un luogo all'interno di una società, e quindi non un'isola separata dal resto; alcuni talenti si sposano meglio con l'istituzione scolastica, altri meno, ma affinché la scuola sia un luogo delle opportunità per tutte e tutti, bisogna offrire a ogni alunna e alunno un proprio percorso. Per dare a tutti le stesse opportunità, non bisogna trattare tutte allo stesso modo, perché le condizioni di partenza sono diverse. Per chi è più in difficoltà vanno messe a disposizione più risorse, sul modello della scuola inclusiva di Don Milani, secondo cui se la scuola perde i ragazzi più difficili è come un ospedale che cura i sani e non i malati. Le risorse vanno investite soprattutto per chi ha più bisogno. In questo senso, il dibattito sulla scuola in questi anni e mesi ha preso una direzione sbagliata, a partire dalla volontà della SVP di tenere fuori dalle classi i ragazzi con difficoltà linguistiche, perché nel dubbio vanno sostenuti proprio i giovani con difficoltà: è così che funziona la scuola inclusiva. Oberkofler si è detto contento che tante delle proposte portate avanti da Stauder non fossero state accolte nella commissione istituita dalla SVP, rammaricandosi che fosse invece stata accolta la proposta di sanzioni: è vero che ci vuole collaborazione tra scuola e famiglia, ma questa non si ottiene con le sanzioni, che mettono in difficoltà proprio le famiglie più fragili. Quando si parla di nuovi modelli scolastici, al centro dell'attenzione devono essere alunni e alunne, ciascuno dei quali deve avere le stesse possibilità: bisogna quindi mettere a disposizione risorse, ma anche aprire la scuola alla società. Un percorso individualizzato va bene, ma ci saranno alunne e alunni che non saranno raggiunti da queste misure, perché hanno altri interessi e talenti. È importante che si impari per la vita, e non per il voto, con tempi individuali. In merito alle scuole musicali, Oberkofler ha detto che non gli è piaciuto che si fosse detto che si era cercato di mettere una categoria di insegnanti contro l'altra: anche qui, va considerata la soluzione migliore per alunni e alunni, e l'apertura che c'è in questa omnibus è un passo nella giusta direzione: l'apertura non va però usata per togliere posti di lavoro od ore alla formazione individuale.Preannunciando voto a favore della norma, Anna Scarafoni (Fratelli d'Italia) ha espresso delle perplessità. Ha definito la legge "satellitare", perché si occupa di tanti argomenti che hanno poco a che vedere con il nucleo centrale delle necessità della scuola: tutto ciò che è stato considerato abbassa il livello delle pretese della scuola, che è il primo impatto con la società, e una società impone una conoscenza di regole, con il rispetto verso gli altri, le autorità e le cose. Se queste regole non vengono imparate, e i bambini non si mettono nelle condizioni di trasgredirle e anche essere puniti, non si impara, perché non si impara attraverso l'accondiscendenza ma attraverso lo scontro. Sono le leggi del disagio, perché si prendono in considerazione coloro che hanno bisogno di assistenza e non sono in grado di affrontare un'istituzione in maniera consapevole, come fonte di crescita. La sospensione della votazione a fine anno e lo stralcio del recupero delle lacune sono misure condiscendenti verso chi non fa il proprio dovere e mettono gli insegnanti in grande difficoltà. Nella legge non c'è nulla che tenga in considerazione le gravi difficoltà segnalate dai docenti, che nell'audizione dell'anno scorso avevano chiesto di essere sollevati dalla burocrazia che dovevano affrontare, con l'istituzione di apposite figure, e un tavolo permanente della politica che tenesse in considerazione costante il loro punto di vista a fronte di rapidissimi cambiamenti, ma questo non era stato fatto: fra pochi anni ci saranno solo programmi adattati, e dalla scuola usciranno sempre meno eccellenze. Anche riguardo alla lingua, ci vogliono davvero due anni per impararla, per un ragazzino? I bambini la imparano in cortile, nei campi da calcio, sulla strada, all'oratorio: Scarafoni ha portato a questo proposito l'esperienza del proprio figlio, bambino arrivato senza sapere la lingua, che l'aveva imparata in due mesi. Evidentemente, chi non la impara non vuole ottenere l'integrazione. Si è detta d'accordo con le misure prese dalla dirigente delle scuole Goethe: la lingua non si impara a scuola, ma nella vita, essa è un prerequisito. In quanto alle leggi 104, 170, all'ansia scolastica, alla fobia della scuola, la consigliera ha ribadito che a un certo punto la scuola deve dare delle regole, per preparare alla società del domani. Uscendo dalle scuole elementari bisogna avere un'adeguata e uniforme preparazione per affrontare i temi della scuola media, ma questo non si vede da nessuna parte: "Lo stesso vale per quando si esce dalle medie e si accede al liceo". Scarafoni ha fatto riferimento infine ai propri ordini del giorno: non cambiano le cose, ma possono garantire un indirizzo politico. In replica, l'ass. Philipp Achammer ha fatto riferimento ad aspetti della legge, quali i pagamenti per chi svolge i tirocini universitari e altri spazi di manovra utilizzati, evidenziando che probabilmente non sono stati citati i punti su cui si è d'accordo. Foppa aveva detto che la scuola è complessa, ma è la società che è diventata più complicata, non è colpa della politica come qualcuno vorrebbe. Sono aumentate le diagnosi, ci sono disturbi comportamentali e background complicati. Se i bambini adottati sono ben accompagnati nell'apprendimento linguistico, come accade nella sua famiglia o in quella della cons. Scarafoni, la situazione è diversa rispetto a quella di bambini che non hanno il sostegno delle famiglie. Spesso i compiti educativi vengono lasciati alle scuole. Vero è che anche oggi viene fatto un percorso educativo individualizzato, ma gli stessi insegnanti hanno chiesto di disciplinarlo con la legge: è una misura che sta a cuore alle scuole perché si tratta di interventi differenziati, e viene chiesto ai genitori di firmarli. La Provincia mette ora tantissime risorse nella scuola, con un rapporto di 1:8 tra insegnanti e alunni: non è quindi una questione di risorse, bisogna adottare un approccio diverso, per esempio una maggiore professionalizzazione e team multidisciplinari. In merito alla corresponsabilità genitoriale, era stata annunciata una riforma statale, che però non è ancora arrivata. Nel caso di percorsi individualizzati e di ingressi all'ultimo anno scolastico, va detto che di solito viene considerato all'alunno con background migratorio di frequentare un altro anno prima di dare l'esame finale. Per quanto riguarda la disciplina delle sanzioni, ci saranno linee guida per dare certezza giuridica alle scuole. In merito alla domanda su cosa cambierà per gli insegnanti, va detto che non sempre le proposte entrano in una legge, a volte sono attuate diversamente. Differenziare tra le scuole è molto utile, in zone diverse o realtà diverse c'è bisogno di approcci differenti: un sistema scolastico unitario non è sempre un vantaggio. L'autonomia delle scuole è un valore aggiunto, e le norme facoltative non sono uno svantaggio. L'ass. Marco Galateo ha chiarito che la scuola della provincia di Bolzano conta circa 90.000 studenti e 10.000 docenti, più collaboratori e insegnanti di sostegno. L'autonomia scolastica è un presidio fondamentale in cui lui crede molto, e la legge sulla scuola non si può orientare sull'esperienza che hanno fatto i consiglieri in aula; né si può fare una legge convinti di un'idea che ci si è formati dopo un confronto con 5, 10 o 50 insegnanti. I gradi di istruzione sono diversi – bisogna immaginare regole che possano mettere tutti in condizioni alla pari, senza però essere trattati alla pari. Rilevando che Scarafoni era stata più critica di Oberkofler, che ha correttamente citato Don Milani, modello di scuola che funziona, Galateo ha aggiunto che il fatto di lavorare per una scuola più inclusiva, aiutando anche qualcuno in più, è la direzione in cui si vuole andare. Si è parlato della pressione sul mondo della scuola, ed è vero che non è la scuola il luogo dove si impara la lingua, ma vero è che ci sono famiglie italiane che iscrivono i figli nelle scuole tedesche, e una risposta va data. L'assessore ha quindi informato che nella scuola italiana sono stati assunti l'anno scorso 120 docenti di ruolo in più, a fronte di 33 nei 15 anni precedenti. La legge va a lavorare aiutando gli ultimi, e alzare il livello di chi è più indietro consente di andare dove si vuole, aiutando anche le eccellenze. Non si intende promuovere gli scansafatiche, ma recuperare giovani che potrebbero finire in strada verso un percorso positivo per il proprio futuro. La seduta è stata quindi interrotta su richiesta del capogruppo SVP Stauder per una valutazione degli ordini del giorno presentati. La trattazione del dlp 70/26 prosegue domani mattina a partire dalle 10. MC
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Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
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