(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - INCENDI A ROMA, BARBERA (PRC): "IL ROGO DEL MANDRIONE È LA CONDANNA DI UNA
CITTÀ IMPREPARATA. BASTA CONSIDERARE L'INCURIA UN'EMERGENZA"
"Le fiamme e la densa colonna di fumo nero che questo pomeriggio hanno
avvolto l'area del Mandrionenon sono una fatalità estiva ma la cronaca di
un disastro annunciato". Lo dichiara con durezza Giovanni Barbera, Segretario
romano di Rifondazione Comunista e membro della Direzione Nazionale del
partito, attaccando frontalmente l'inerzia delle istituzioni pubbliche.
"Non siamo di fronte a eventi isolati o imprevedibili – incalza Barbera –
ma a un fenomeno strutturale e ricorrente che sbatte in faccia alla città
l'inadeguatezza del sistema di prevenzione. I dati parlano chiaro e non
ammettono scuse: le oltre 1.300 richieste di intervento per incendi di
vegetazione registrate nella sola città di Roma tra gennaio e luglio dello
scorso anno dimostrano che il territorio capitolino è una polveriera. Un
quadro drammatico che si inserisce in una tendenza europea certificata dai
sistemi come EFFIS, che collocano il bacino mediterraneo tra le aree a più
alto rischio per gli incendi di interfaccia urbano".
Per l'esponente comunista, puntare il dito solo sul caldo o sui piromani è
un alibi inaccettabile. "Le cause reali sono l'accumulo di vegetazione
secca mai sfalciata, i cumuli di rifiuti abbandonati che fanno da perfetti
inneschi e una gestione del territorio totalmente frammentata, soprattutto
nelle periferie e nelle zone di contatto tra città e campagna. Ogni estate
si ripete lo stesso identico, fallimentare copione: interventi massicci dei
Vigili del Fuoco, territori sotto stress, interi quartieri costretti a
respirare fumi tossici derivanti dalla combustione di plastiche e materiali
eterogenei, e un'amministrazione che continua a rincorrere l'emergenza
anziché prevenirla".
Rifondazione Comunista punta il dito contro le responsabilità politiche:
"Questa situazione è il risultato diretto di anni di tagli, carenza di
pianificazione e di una gestione del verde urbano che ha progressivamente
smantellato la capacità pubblica di presidio del territorio. Non è più
tollerabile che la sicurezza ambientale e il diritto alla salute dei romani
siano appesi alla gestione emergenziale dell'ultimo minuto. Serve un cambio
di paradigma radicale e immediato: stop alla logica dei bandi al massimo
ribasso, investimenti pesanti sulla manutenzione pubblica costante,
potenziamento dei presidi di soccorso e tolleranza zero contro l'incuria
delle aree abbandonate. Roma non può continuare a bruciare per l'incapacità
di chi dovrebbe governarla", conclude Barbera.
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