(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - piani nazionali"**
/Scritto da Marcello Ferreri, lunedì 8 giugno 2026 alle 19:40/
Questo pomeriggio la Giunta Regionale ha discusso un pacchetto di
provvedimenti attesi e strategici per lo sviluppo delle energie rinnovabili
in Toscana: la proposta di legge che individua le aree idonee alle
rinnovabili in Toscana e il mandato agli uffici competenti per la
pubblicazione del Prizat (Piano regionale delle zone di accelerazione).
Il quadro legislativo disposto dalla nuova legge statale n. 4 del gennaio
2026 lascia poco margine di manovra alle Regioni in merito alla capacità
di programmare la diffusione degli impianti fotovoltaici ed eolici, avendo
già individuato aree idonee valide su tutto il territorio nazionale e
lasciando alle Regioni spazi esigui di discrezionalità per aggiungerne
altre.
La Toscana intende tuttavia fare tutto il possibile per favorire la
diffusione di questi impianti, nel rispetto delle particolarità della
nostra regione, caratterizzata da straordinarie bellezze paesaggistiche,
storiche e culturali.
"La Regione Toscana – afferma Giani – produce già il 51% del suo
fabbisogno energetico con energie rinnovabili. Oggi, interpretando la legge
4 approvata nel 2026 dal Parlamento italiano, vuole sfruttare al massimo le
potenzialità per poter avere, con l'uso dei pannelli fotovoltaici, un
incremento di questa quota per arrivare al 2030 passando dal 51% a due
terzi della produzione energetica regionale attraverso energie rinnovabili.
Parliamo di geotermia, naturalmente ed anche di pannelli fotovoltaici,
eolico e fonti idroelettriche".
"Per questo – continua Giani – abbiamo previsto procedure che non
un piano di accelerazione per gli otto capitoli previsti dalla legge
nazionale. Stiamo parlando di luoghi come complessi industriali, cave,
discariche, interporti, dove c'è, ad esempio, una distanza di 300 metri
dall'autostrada e la possibilità di utilizzare spazi già interessati dal
passaggio di arterie infrastrutturali di grande portata".
"Quindi – aggiunge Giani – abbiamo incrementato quelle che possono essere
le aree idonee e conseguentemente abbiamo aggiunto a quello che già
prevede la normativa nazionale in materia la possibilità di individuazione
di aree idonee non solo nelle autostrade ma anche nelle aree prossime alle
strade di interesse regionale ed a una distanza minima di 250 metri dai
complessi industriali. Tutto questo, ovviamente, nelle aree non soggette a
vincoli di natura ambientale o culturale che comunque impedirebbero la
realizzazione degli impianti. La proposta che riguarda le aree idonee
interesserà 157 dei 273 comuni della Toscana: un territorio dove noi
avremo la possibilità di coniugare la salvaguardia dell'ambiente e del
paesaggio con progetti che comprendono la realizzazione di impianti di
energie rinnovabili".
"Uno degli obiettivi di questo pacchetto normativo – conclude Giani – è
favorire gli investimenti nelle aree del demanio o del patrimonio
regionale, dato che è nelle competenze e nella natura dell'Amministrazione
agire come motore del cambiamento".
I provvedimenti prevedono inoltre norme volte a promuovere gli impianti
agrivoltaici, a condizione che siano realizzati nel rispetto della
continuità dell'attività agricola e dei requisiti tecnici che saranno
definiti dalla Regione, favorendo interventi che rappresentino una concreta
opportunità di sviluppo e valorizzazione del territorio rurale.
"Le proposte portate oggi in Giunta – precisa l'assessore all'Ambiente
David Barontini – guardano oltre il 2030 e arrivano al 2050 per riuscire a
raggiungere quanto prima un'autonomia energetica, che in questo periodo
complicato è sempre più importante, rispettando il profilo, la natura e
l'identità della Toscana: i nostri paesaggi, le nostre peculiarità, il
nostro stile di vita. In questo percorso sarà essenziale il coinvolgimento
degli Enti locali con i quali porteremo avanti anche gli sviluppi di una
legge che per sua stessa natura è una legge dinamica".
"Quello che vorremmo – prosegue Barontini – è verificare annualmente la
potenza installata rispetto a quella prevista, per riuscire, eventualmente,
a correggere la traiettoria e avviare una governance condivisa di tutto il
processo alla quale partecipano i rappresentanti dei Comuni e delle
Province, quindi ANCI e UPI, in modo tale da poter studiare anche delle
proposte di modifica per riuscire a rispettare gli obiettivi che ci siamo
