(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 - Roma, 6 giugno – "La riforma dei porti rappresenta un'occasione importante per discutere del futuro logistico e infrastrutturale del Paese. Per il Movimento 5 Stelle la domanda centrale è semplice: quale ruolo vogliamo che l'Italia svolga nel Mediterraneo nei prossimi vent'anni? Mentre altri Paesi investono per intercettare i nuovi flussi commerciali tra Europa, Africa e Asia, il rischio è che il dibattito si concentri esclusivamente sugli assetti organizzativi e sulle strutture di governance. Noi crediamo che serva una visione più ampia. La priorità deve essere la valorizzazione dei porti esistenti, il rafforzamento delle connessioni ferroviarie e intermodali e il rilancio di una moderna rete delle Autostrade del Mare. Oggi, tra crisi delle rotte internazionali, necessità di ridurre le emissioni e crescita della concorrenza dei grandi hub del Mediterraneo, questo progetto torna ad essere una scelta strategica per il Paese. L'Italia può diventare una piattaforma logistica avanzata per il trasporto di merci e persone. Può alleggerire il traffico pesante sulle strade, migliorare la competitività delle imprese e creare nuova occupazione qualificata. Per farlo servono investimenti, innovazione e una programmazione nazionale che metta al centro il ruolo del Mediterraneo. All'interno di questo dibattito si inserisce anche il progetto di ampliamento del porto di Catania. Non siamo contrari allo sviluppo delle infrastrutture portuali. Chiediamo però che ogni intervento sia giustificato da una reale utilità per il sistema logistico nazionale e che gli impatti ambientali e paesaggistici siano valutati con il massimo rigore. Le preoccupazioni espresse da associazioni, comitati e cittadini meritano ascolto e approfondimento. Prima di nuove colmate e trasformazioni irreversibili della costa occorre verificare se siano state adeguatamente valutate le alternative, il recupero delle aree già disponibili e le opportunità di efficientamento degli spazi esistenti. Nelle audizioni parlamentari porteremo questi temi. Vogliamo capire se questa riforma aiuterà davvero l'Italia a rafforzare la propria posizione nel Mediterraneo oppure se rischia di limitarsi a una riorganizzazione amministrativa senza una chiara strategia industriale e logistica per il futuro del Paese".
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