(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - La capitale somala è teatro delle peggiori violenze degli ultimi anni. Scontri a fuoco, lanci di mortai e granate hanno trasformato Mogadishu in una zona di guerra, con la popolazione civile in fuga e il timore di un’ulteriore escalation che potrebbe destabilizzare l’intero Corno d’Africa.
La miccia: una crisi costituzionale
Il conflitto è l’esito tragico di un braccio di ferro politico iniziato a marzo, quando il Parlamento somalo – con l’appoggio del Presidente Hassan Sheikh Mohamud – ha votato per prorogare di un anno il mandato presidenziale, la cui scadenza naturale era prevista per il 15 maggio.
L’opposizione, che si riconosce nel “Somali Future Council”, contesta duramente la decisione, definendola una manovra illegale per blindare il potere. I tentativi di mediazione internazionale, promossi da Stati Uniti e Gran Bretagna, non sono stati sufficienti a ricomporre la frattura.
L’escalation militare
La tensione è deflagrata giovedì, quando le forze governative hanno tentato di sgomberare i quartieri presidiati dalle milizie fedeli a due influenti rivali del Presidente: l’ex Capo di Stato Sharif Sheikh Ahmed e l’ex Premier Hassan Khayre. Le residenze di questi leader, che fungono da basi operative per le loro guardie private, sono diventate il perno degli scontri, coinvolgendo l’intera area centrale della capitale.
Perché la Somalia è fondamentale per la geopolitica 2026
La crisi somala non è una questione puramente interna. Il Paese è diventato un nodo strategico di primaria importanza per diverse ragioni:
- Controllo marittimo: La costa somala affaccia sul Golfo di Aden e sulle rotte verso il Mar Rosso. In un momento in cui la navigazione commerciale è già sotto pressione (a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz), la stabilità di Mogadishu è vitale per il flusso delle merci globali.
- Sicurezza regionale: Il governo centrale dipende ancora in larga misura dal sostegno dell’Unione Africana e delle Nazioni Unite per contenere la minaccia del gruppo militante Al Shabab. Ogni instabilità politica indebolisce il fronte comune contro il terrorismo.
- Crisi Umanitaria: Con circa 6 milioni di persone che affrontano una grave insicurezza alimentare, il conflitto rischia di trasformarsi in una catastrofe umanitaria senza precedenti, compromettendo ulteriormente gli aiuti internazionali.
Mentre le autorità statunitensi hanno definito gli scontri “sconsiderati” e invocato la calma, il futuro della Somalia rimane appeso a un filo. Gli anziani dei clan, tradizionali mediatori nella politica somala, sono al lavoro per tentare una negoziazione, ma la diffidenza tra le fazioni appare, al momento, insormontabile.
