(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - “Oggi, in commissione d’inchiesta Covid, abbiamo avuto l’ennesima conferma che non è vero che la politica prese le sue decisioni tenendo conto del parere della scienza e dei tecnici, come invece ci raccontavano Conte e Speranza. Il professor Giuseppe Ippolito, già direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ e componente del Comitato Tecnico Scientifico, nel corso dell’audizione odierna, dove si è discusso di seconda ondata, monoclonali e tamponi, ha confermato di aver espresso la necessità di chiudere i centri della Valseriana colpiti dal Covid in occasione dell’assemblea nazionale del Pd che si è tenuta il 24 febbraio 2020 e a cui aveva partecipato su invito dell’allora segretario Nicola Zingaretti, proprio colui che solo tre giorni dopo aveva organizzato i famosi aperitivi con i cinesi. È bene ricordare che tale assemblea si tenne a cinque giorni di distanza dalla partita di calcio Atalanta-Valencia, ritenuta la causa del diffondersi del virus. Lo stesso Ippolito, infatti, ha ricordato che il giorno seguente alla partita giocata a Bergamo, si è avuto il primo caso di Covid a Roma e sulle mancate chiusure ha sottolineato: ‘Io ho detto quel che pensavo io, ma non decidevo io’. A decidere, infatti, era la politica che, poi, chiuse tutta l’Italia quando ormai era troppo tardi e persino controproducente. Dal 24 febbraio fino al 9 marzo, giorno di istituzione del lockdown nazionale, rimase tutto aperto con le conseguenze che conosciamo”.
Così in una nota Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid.