(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, hanno sottoscritto l’Accordo per la Coesione che destina oltre 381 milioni di euro al rafforzamento del sistema nazionale della ricerca. Le risorse saranno impiegate per sostenere un programma di interventi per potenziare le infrastrutture di ricerca pubbliche, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno, favorendo l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la competitività del sistema produttivo.
“L’Accordo per la Coesione – spiega il Ministro Bernini – rappresenta un intervento strategico che rafforza in modo concreto il sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione. L’investimento nelle infrastrutture, nel capitale umano altamente qualificato e nelle tecnologie contribuirà a consolidare la competitività del Paese e a valorizzare il ruolo della ricerca come motore di sviluppo economico e sociale. L’impegno a favore del trasferimento tecnologico – conclude il Ministro -, inoltre, è elemento essenziale per trasformare la conoscenza in opportunità di crescita per imprese e territori”.
L’Accordo si inserisce in una strategia di continuità rispetto agli investimenti del PNRR, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e rafforzare la capacità del sistema della ricerca di generare innovazione, sviluppo e crescita sui territori.
Tra gli interventi previsti, 50 milioni di euro saranno destinati al potenziamento del capitale umano ad alta specializzazione tecnico-scientifica. Le risorse finanzieranno l’inserimento di personale qualificato Università, enti pubblici di ricerca e imprese con l’obiettivo di rafforzare i servizi avanzati di supporto all’innovazione, con specifico riferimento alle attività di consulenza tecnico scientifica e di sviluppo e validazione tecnologica, allo scopo di potenziare il trasferimento tecnologico.
L’Accordo sostiene inoltre iniziative in settori strategici per il futuro della ricerca e dell’innovazione, tra cui le tecnologie quantistiche, l’High Performance Computing e l’intelligenza artificiale, e prevede interventi per il rafforzamento delle filiere nazionali dei materiali, considerati un asset fondamentale per l’autonomia tecnologica e la competitività sia nazionale sia europea.