(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - Considero una vera e propria provocazione le proposte di nomina, ricevute in VII Commissione, per il Consiglio di Amministrazione di Sport e Salute. La riproposizione di un membro del cda come Fabio Caiazzo – in passato radiato da un ente di promozione sportiva e la cui precedente nomina aveva indotto tutti gli altri enti di promozione a scrivere una dura e dettagliata lettera di protesta al Ministro per lo Sport, Andrea Abodi – rappresenta l’autografo definitivo su ciò che è diventata oggi questa società. Una lettera che è stata evidentemente e clamorosamente ignorata. Siamo davanti alla trasformazione di Sport e Salute in un centro di collocamento di persone che hanno come unica caratteristica e merito la fedeltà e l’appartenenza politica. Questa occupazione partitica riguarda ormai tutte le figure del Cda, nessuna esclusa, ed è confermata anche dal numero di consulenti che continua ad aumentare in modo esponenziale.
Ieri, insieme a tutte le forze di opposizione abbiamo chiesto formalmente di audire tutti i soggetti indicati nelle proposte di nomina. Vogliamo sentire direttamente dalla loro voce in che modo intendano rappresentare e declinare la mission di Sport e Salute. È bene ricordare, infatti, che parliamo dell’ente pubblico che, oltre a distribuire il denaro dello Stato al Coni e di conseguenza alle federazioni e agli enti di promozione, dovrebbe contemporaneamente promuovere la diffusione della pratica sportiva di base nel Paese. Quando si tira troppo la corda fino a romperla, purtroppo, non si torna più indietro. Il Ministro Abodi si assuma la responsabilità del suo ruolo e di queste decisioni, prendendo finalmente atto del fatto che i suoi continui richiami, pubblici o privati, alla ‘communiter’ e all’agire insieme per il bene dello sport italiano sono ormai diventati del tutto stucchevoli. La misura è davvero colma.
Così Mauro Berruto, deputato dem e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.